roma-atalanta-derossi castan

La Gazzetta dello Sport (A.Pugliese) – «Sarebbe da infami dare tutte le colpe all’allenatore, perché in campo andiamo noi e siamo abbastanza grandi per prenderci le nostre responsabilità. Come si dice a Roma, non possiamo “accannarlo” adesso. Chi si sente meno colpevole è un debole, di certo non è uno che può far parte di un gruppo vincente». La difesa di Rudi Garcia arriva direttamente da Daniele De Rossi, il capitano in attesa del ritorno Totti, uno che quando parla va sempre diretto al cuore del problema, spesso anche in tackle. Senza fronzoli e senza bugie. Tanto da essere sincero anche quando gli si chiede se il tecnico prepara tatticamente bene le partite o meno. «Anche pensando di no, nessun giocatore al mondo direbbe pubblicamente il contrario, a meno che non sia un pazzo. Detto questo, abbiamo dimostrato di poter giocare un buon calcio. Di certo c’è da migliorare, le colpe le ha anche il mister. Ma come le abbiamo tutti noi».

NIENTE ALIBI – Parole da capitano, insomma. Parole che puntano a tenere unito il gruppo, ad evitare che ognuno vada per la sua strada, che i buoi scappino dalla stalla prima del previsto, magari cercando di salvare se stessi e di affondare gli altri. «Se ci sfaldiamo, se cerchiamo alibi tipo “è colpa dell’allenatore, del portiere o del centrocampista” facciamo il botto come lo abbiamo fatto da febbraio ad aprile dell’anno scorso — continua il mediano giallorosso — Quando hai un tasso tecnico superiore come lo abbiamo noi rispetto all’Atalanta e non lo sfrutti, bisogna mettere in dubbio tutto: corsa, impegno, condizione fisica. L’anno scorso, alla fine, siamo usciti da una situazione difficile, adesso dobbiamo solo guardare avanti e pensare alla partita di Torino. Che per noi sarà fondamentale ». Già, Torino. Il primo di tanti crocevia. Anche se poi forse il vero crocevia è già alle spalle ed è quello di Barcellona, un po’ come era successo lo scorso anno con il Bayern. «Sono due partite diverse, ma è vero che da Barcellona non siamo sereni perché è una batosta che si sente e che ristagna nelle nostre menti — dice ancora De RossiMa non credo che questo sia il momento più basso della gestione di Garcia, forse quello è stato lo scorso anno quando pareggiavamo sempre».

LO SCUDETTO – Ed allora la paura vera è quella di vedere sfumare già tutto ad inizio dicembre, in anticipo di 7 mesi sulla fine della stagione. «Vero, il rischio è quello che qualcuno pensi che la stagione stia già finendo. Sarebbe grave, perché per fortuna mancano ancora 24 partite alla fine del campionato. Usciamo malconci da una brutta settimana, siamo pieni di lividi. Ma dobbiamo rialzarci. Le similitudini con le stagioni storte del passato ci sono, ma non dobbiamo pensarci. Anche perché fino a venti giorni fa eravamo considerati una concorrente papabile per lo scudetto. E io sono convinto che lo siamo ancora». Ed allora non resta che reagire e dimostrarlo.