Non è vero che la Roma non ha più obiettivi stagionali: ce li ha eccome. Perché andare in Europa League il prossimo anno non equivale esattamente a niente… anzi! Vuol dire mettere in cassa un po’ di soldi che faranno bene eccome, ma soprattutto serve all’autostima di questo gruppo che a un certo punto è sembrato ripiombare nel baratro del nulla incartato su se stesso e su questo gioco molto dispendioso che tarda a decollare. Che la Roma fatichi a tenere alta l’intensità per tutti i novanta minuti è cosa ormai chiara e Palermo ne è stata solo l’ultima conferma. Ma per la prossima stagione Luis Enrique avrà non solo fatto un giro di rodaggio completo, ma avrà anche l’intera squadra a disposizione all’inizio del ritiro estivo: quando cioè si svolge il grosso della preparazione, quando si gettano le basi per quel “fondo” che darà poi la tenuta alla squadra nel corso dell’anno. Praticamente quello che non è stato possibile fare in questa stagione visto che il tecnico ha avuto la “sua” Roma a disposizione solo a campionato già iniziato.

Testa bassa quindi e giù a pedalare, perché queste undici partite rimaste da giocare diranno molto della Roma del futuro che continua a dover dribblare le insidie dentro e fuori dal fortino di Trigoria. La squadra ha fatto quadrato attorno al tecnico e a forza di cene sembra averi ritrovato quell’unità d’intenti che a un certo punto sembrava smarrita. Ah… a proposito: Borini all’ “ultima cena” non era presente non perché volesse rifiutare il gruppo, ma solo perché è stato avvertito troppo tardi.

Il Tempo – Tiziano Carmellini