Il Tornatora

Scontri di Liverpool, terzo giorno di processo. Lombardi: “Cintura in mano per proteggermi dai tifosi avversari. Non ho colpito Cox, mi dispiace per lui e la sua famiglia”

di Redazione

Continua il processo a Filippo Lombardi, 24enne tifoso della Roma, coinvolto negli scontri avvenuti ad Anfield prima del match contro il Liverpool dello scorso 24 aprile. Quel giorno è stato ferito gravemente Sean Cox, che ha lottato tra la vita e la morte fino a qualche settimana fa. La Corte ha fatto numerosi passi in avanti ed ha ridotto la durata del processo di un paio di giorni, si attende quindi per mercoledì la sentenza. Secondo il liverpoolecho.co.uk, per oggi è prevista la seconda testimonianza dell’imputato Lombardi.

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Ore 16.15 – Si conclude anche questa giornata di processo. Si riprenderà mercoledì, domani non ci sarà alcuna udienza. Alla fine definitiva del processo mancano le arringhe finali delle due parti e il riassunto del caso da parte del giudice.

Ore 16.00 – I video mostrano Lombardi in mezzo allo schermo, in mezzo a un gruppo di persone, con la cintura in mano. Inizia la parte finale delle domande dell’accuasa:

Ti sei unito ad un attacco a Sean Cox vero?
Non l’ho fatto. Ammetto il mio errore, non so cosa posso dirle. Ho ammesso i “violent disorder“, mi sento davvero male per quello che è successo a Cox… E’ una cosa terribile, mi dispiace davvero per quello che è successo… E’ una situazione orribile per la sua famiglia. Non sono coinvolto. Non conoscevo il tizio che l’ha colpito e non l’ho neanche visto.

Ore 15.40 – Viene mostrato il video del momento in cui viene colpito Cox. Parla Lombardi: “In questo filmato ho alzato la cintura per allontanarlo via. Avevo paura che stesse per attaccarmi. C’era quest’altro uomo che stava saltando su e giù di continuo“. L’accusa lo incalza insistendo sul fatto che l’imputato era molto vicino a Martin e Sean Cox quando appaiono nel video. Replica Lombardi: “Te l’ho detto prima… L’uomo con la sciarpa bianca mi ha detto qualcosa come ‘combattiamo’. Quest’uomo con la sciarpa bianca era aggressivo con me, al tempo non parlavo inglese come adesso, ma capivo che diceva qualcosa come ‘combattiamo’. Ho preso la cintura e l’ho portata sulla spalla. A quel punto ho realizzato che c’era un uomo a terra. Non mi stavo concentrando su di lui. Non ho colpito il signor Martin o il signor Sean Cox con il mio movimento della cintura“.

Ore 15.30 – Inizia di nuovo a parlare l’accusa che rivolge delle nuove domande all’imputato:

Perché hai attraversato la strada?
“Stavo cercando delle indicazioni.

Nelle immagini si vede che sei in piedi proprio di fronte a Mr Cox…
L’uomo con la sciarpa bianca si stava avvicinando a me.

Ti suggerisco di dire che stavi affrontando Sean Cox…
Mi stavo muovendo, cercando di trovare il settore ospiti.

Stai solo usando questo uomo con la sciarpa bianca come scusa…
Ti sto dicendo la verità… Può credermi o no.

Ore 15.20 – Riprende il processo.

Ore 14.10 – Pausa pranzo. La seduta riprenderà alle 15.10.

Ore 14.00Lombardi risponde ad alcune domande dell’accusa, che evidenzia come il ragazzo non abbia parlato prima di questo uomo con la sciarpa bianca:

Hai detto che ti sei tolto la cintura e l’hai avvolta intorno alla mano?
Sì.

Perché l’hai fatto?
Quando ho capito che mi ero perso ho pensato che vicino allo stadio potessi trovarmi in una situazione pericolosa. Mi ero perso, non sapevamo dove fosse il settore ospiti, o dove stavamo andando, poi ho visto lo stadio di fronte a noi.

Perché non hai chiesto dove fosse il settore ospiti?
Non ho visto poliziotti, inoltre non sapevo parlare l’inglese come faccio ora.

Quindi invece di fermarti e chiedere a qualcuno hai deciso di toglierti la cintura e avvolgerla intorno alla mano? C’erano un sacco di steward con la pettorina fluorescente a cui avresti potuto chiedere. Era completamente inutile toglierti la cintura…
Forse ha ragione… Ammetto di aver fatto un errore, ma non sono arrivato allo stadio brandendo la mia cintura, l’ho messa in mano dopo.

In quel momento eri in uno stato mentale aggressivo?
No.

Ore 13.35 – Vengono mostrate le immagini registrate dalle telecamere. Lombardi si riconosce e afferma di avere il braccio alzato, con la cintura in mano. Subito dopo, con un inglese molto fluente, evidenzia l’uomo con la sciarpa bianca: “Ero concentrato su di lui, mi ha detto di lasciare la cintura e di combattere, si copriva la faccia“. Lombardi poi aggiunge: “Dopo aver buttato un uomo a terra sono tornato indietro, in quell’istante ho visto che gli altri tifosi della Roma se ne stavano andando e ho chiesto loro di aspettare. Qualcuno ha cercato di colpirmi alla schiena e mi sono confrontato con lui. Era l’uomo con la giacca blu, ci siamo scontrati per tre volte e l’ho messo a terra. Poi ho visto un altro ragazzo più alto con un cappello, stava saltando sul posto. C’era molta confusione, penso che ho avuto un contatto anche con lui, mi ha colpito e io l’ho colpito o qualcosa del genere. Penso di aver preso a pugni l’uomo con la giacca blu. Io non volevo colpire nessuno con la cintura e non avevo intenzione di aizzare alcuna violenza tra i tifosi della Roma e quelli del Liverpool. Non stavo incoraggiando i tifosi della Roma a seguirmi. Il mio unico obiettivo era di entrare allo stadio dopo aver trovato un’uscita. Non ho partecipato al corteo dei tifosi giallorossi“.

Ore 13.30 – La corte è rientrata in sessione.

Ore 12.50 – La corte si ferma per una pausa. Si riprenderà alle 13.15 italiane.

Ore 12.49 – Interviene l’avvocato di Lombardi: “Il mio cliente non è mai stato coinvolto in alcun tipo di violenza calcistica. Va a vedere la Roma in casa e in trasferta. Ha visto la Roma in Europa per dieci volte“. Poi riprende di nuovo la parola Lombardi: “Sono amico dei tifosi del Liverpool in prigione, il mio compagno di cella è un tifoso del Liverpool. È mio amico“.

Ore 12.45 – Continua Lombardi:

“Subito dopo aver fatto questo movimento con la cintura ho visto Sean Cox, era sdraiato a terra. E’ stata la prima volta in cui l’ho vistoNon mi rendevo conto di cosa fosse successo, perché non vedevo, stavo pensando a quest’uomo a terra e un secondo dopo l’uomo con la sciarpa bianca è venuto verso di me, più aggressivo di prima. Ha continuato a dirmi qualcosa e ho avuto una discussione con lui, ma non mi rendevo conto di quello che stava facendo, ma ora capisco cosa mi ha detto: “Lascia la cintura e combatti con me“. Alla mia destra ho visto avvicinarsi un uomo con la giacca blu che si stava coprendo la faccia, ho deciso di mettermi davanti a loro e a quel punto quello con la sciarpa bianca si è allontanato. Questo uomo con la giacca blu ha iniziato a discutere animatamente con me. Era un uomo alto, con un cappello, pensavo volesse combattere con me. Ho avuto una rissa con lui. Perché non sono andato via? Avevo paura che se mi fossi girato mi avrebbe seguito e colpito da dietro. Alcuni tifosi della Roma stavano andando via senza di me, ma altri del Liverpool mi stavano seguendo, così ho chiesto a quelli giallorossi di aspettarmi. Non ho visto “N40” (il tifoso in attesa dell’estradizione in Inghilterra per aver materialmente colpito Cox, ndr) e non stavo cercando guai e non pensavo che qualcuno avrebbe fatto a pugni. Io volevo entrare allo stadio per sentire la musica della Champions League, volevo essere lì per l’inizio della partita. Stavo solo cercando la strada giusta, ho visto un altro tizio a terra e un sacco di tifosi del Liverpool di fronte a me, mi sentivo solo… Volevo entrare per sentire la musica della Champions League, mi sono reso conto di aver commesso un errore e di esser stato violento in questa situazione, ho ammesso la colpevolezza per l’accusa sui disordini. Mentre me ne stavo andando dallo stadio sono stato arrestato. Avevo il cappuccio alzato perché era un giorno di pioggia“.

Ore 12.15E’ il momento di Filippo Lombardi. Ora tocca a lui a testimoniare. Inizia con una descrizione di sé stesso e delle sue generalità. Accanto ha lui c’è un traduttore. Le sue parole:

Ho 21 anni e vivo con mia madre e mio padre, ma da aprile sono detenuto. Ho imparato l’inglese in prigione. A Roma studio e lavoro contemporaneamente. Studio educazione fisica all’università e lavoro in un call center. Stavo cercando la strada giusta da prendere. Sono tifoso della Roma sin da bambino, quella con Liverpool era una partita molto importante per la Roma. Avevo deciso di andare in trasferta e avevo comprato il biglietto per lo stadio. Sono arrivato a Manchester e poi ho preso il treno per Lime Street. Come prima cosa volevo andare nell’appartamento dove avrei passato la notte dopo la partita. Alla fine sono andato a piedi verso lo stadio. Eravamo circa 50, è stata una lunga camminata. Ci vuole un’ora per arrivare allo stadio dal centro città, sono oltre 3 chilometri. Non ero mai stato ad Anfield prima. Cercavo le indicazioni per raggiungere il settore ospiti, volevo trovare la giusta strada. Mentre cercavo la strada mi sono ritrovato tra i tifosi del Liverpool, non c’erano indicazioni per noi. Perché ho una cintura in mano? Ho visto alcuni tifosi del Liverpool che hanno iniziato a dirmi qualcosa, non in modo amichevole. Per questo ho capito che poteva essere una situazione pericolosa e mi sono avvolto la cintura alla mano. L’ho fatto alcuni metri prima dell’angolo con Venmore Street. Non avevo intenzione di fare nulla con la cinta, mi ero perso e pensavo che in quella strada ci fosse una situazione di pericolo. Un uomo con una sciarpa bianca mi ha detto qualcosa, simile a “fight” (combattere, ndr), l’ha fatto varie volte ed io ho fatto il movimento con la cintura per allontanarlo da me, ma continuava a parlarmi in modo non amichevole, per questo l’ho fatto di nuovo. Non volevo colpirlo, ma solo allontanarlo (Lombardi imita il gesto fatto con la cintura, ndr)“.

Ore 12.00 – Continua Askew che conclude con questo discorso:

“Ho visto un uomo frustare con la cintura un altro signore, che poi è caduto a terra. Subito dopo un altro si è tolto la cintura e un altro ancora aveva una catena in mano. L’uomo che ha scagliato la cintura lo ha fatto oscillandola. Potrei descrivere quell’uomo? Aveva un cappotto nero e jeans blu, così come tutto il gruppo. Aveva uno zaino nero e delle scarpe bianche da ginnastica. Non avevano passamontagna, ma avevano i cappotti chiusi fino alla fine della zip. Ho guardato verso destra e sono andato ad aiutare l’uomo a terra. Era incosciente e c’era del sangue che usciva dal suo naso e dalla sua bocca. Ho pulito il sangue e mi sono assicurato che le vie respiratorie fossero aperte. Mi sono tolto il cappotto e l’ho messo sotto la testa per arginare l’emorragia nella parte posteriore della testa. Poi si è avvicinato un dottore e non ho più visto il ragazzo che l’ha colpito. Il fratello del signore (Cox, ndr) era comprensibilmente sconvolto e stavo cercando calmarlo. Volevo controllare se il sangue fosse uscito per il colpo al suolo o per il colpo della cintura. Sembrava privo di sensi già prima che cadesse a terra. Ho fatto il filmato con il telefono per raccontare l’atmosfera, non ho fatto il video per gli scontri, ma in generale per la situazione del tifo pre-partita. “.

Ore 11.50 – Il tifoso del Liverpool Mykel Askew parla alla giuria e dice di aver visto passare nelle vicinanze di Venmore Road un gruppo di tifosi italiani, con i volti coperti ed a testa bassa. La pioggia ed un cartellone pubblicitario impediscono a Mykel di riconoscere Lombardi. Ha effettuato un video con il suo smartphone, pensando di riprendere un momento bello, magari una coreografia, ma poi ha sentito delle urla e dei canti insoliti.

Ore 10.45 – Inizia il terzo giorno del processo a Filippo Lombardi.