Roma, è gelo tra Petrachi ed il braccio destro Longo. E i procuratori parlano

L'ex segretario generale del Torino si è trasferito insieme al direttore sportivo nella Capitale lo scorso anno

di David Moresco

Pagine Romaniste (D.Moresco) Il catastrofismo generale non aiuta la Roma. La situazione, con le dovute differenze dettate da una Pandemia ancora in corso, non è molto diversa dagli anni precedenti: l’ingresso in Champions League resta fondamentale, il bilancio è sempre da mettere in ordine e prima vanno effettuate le cessioni per poi procedere con gli acquisti. Può variare il numero delle cessioni necessarie e così via, ma il concetto base resta lo stesso. A sentire i procuratori, solitamente restii ad esprimersi sui direttori sportivi, ma questa volta stranamente no, la situazione non è florida. A detta loro, l’immagine della Roma sembra essere cambiata e si ha una percezione di immobilità generale. Nel calcio, come in politica, è sempre una questione di interessi ed il motivo per cui gli agenti sentono il bisogno di dipingere Trigoria come una località dismessa è (ancora) ignoto.

PETRACHI E’ IN BILICO?

Sì, certo che sì. Lo è come probabilmente tutto il comparto sportivo della Roma. Se si è legati ai risultati, che siano essi economici o sportivi, si è sempre sul filo del rasoio. Nella stanza del direttore sportivo a Trigoria dovrebbe essere esposto un cartello con su scritto plusvalenze. Questo è il banco di prova per chi opera nel mercato a nome dei giallorossi. Non c’è altro: fare plusvalenze. Oltre a questo è necessario raggiungere dei risultati sportivi degni di questa città e che generino introiti per la società. In questo senso l’ingresso in Champions League è la panacea di tutti i mali. La squadra di Fonseca è al quinto posto e momentaneamente fuori dalla massima competizione europea e Petrachi non è riuscito a vendere definitivamente (i prestiti rimandano il problema, non lo risolvono) quasi nessuno degli esuberi. A queste due informazioni, però, vanno aggiunte altrettante giustificazioni: vendere a titolo definitivo, per esempio, Nzonzi o Pastore, senza generare minusvalenze, non è affatto semplice e senza dubbio ad oggi la stagione è fallimentare, ma mancano undici partite di Serie A e almeno due di Europa League. In entrambi i casi c’è il tempo per recuperare, ma è impossibile prevedere se basterà per ricevere la grazia da Pallotta (o chi per lui).

LA LITE

A rendere l’immagine della Roma ancor più danneggiata agli occhi degli addetti ai lavori è la lite tra Pantaleo Longo e Gianluca Petrachi. L’ex segretario generale del Torino si è trasferito insieme al ds nella Capitale lo scorso anno e negli ultimi giorni circola in modo insistente una voce di una lite tra i due, ormai ai ferri corti. Se i motivi sono ignoti, quel che è certo è che il fatto contribuisca a dipingere la Roma come un ambiente poco sereno. Più di un procuratore ha sottolineato questo aspetto nelle conversazioni, che una volta erano di mercato, offerte e trattative, e che oggi sono per lo più indirizzate a capire quale sia la situazione a Trigoria. Il gossip di per sé non è interessante, ma se quest’ultimo, in maniera diretta o indiretta, crea un danno alla Roma, allora è bene parlarne.