Le Altre Pagelle – I voti a volti e fatti del calcio italiano

Il ritratto di Zlatan Ibrahimovic e la rivoluzione silenziosa dei Friedkin

di Redazione

Pagine Romaniste (M.Rossi) – Tra campionato e coppe, il calcio va avanti in mezzo a mille difficoltà, con i loro protagonisti che tra gesti atletici e dichiarazioni più o meno felici, si sono guadagnati il loro voto settimanale.

Il Calcio 10 – Senza spettatori, con rose decimate, il timore dei contagi che agita gli umori dei superstiti e un livello quantitativo che inevitabilmente sfiorisce: con tutti i suoi difetti e le imperfezioni, il Calcio ci restituisce per qualche ora l’illusione della normalità in un periodo in cui di normale non c’è nulla. Per una volta, ben vengano i circenses, se possono servire ad allentare le tensioni sociali e a regalare un momento di spensieratezza a chi sta lottando per il panem.

Ibrahimovic 9 – Entra nel suo quarantesimo anno e nell’Olimpo della storia del calcio, riuscendo nell’impresa fallita a Cristiano Ronaldo con la Juventus: alzare il livello della propria squadra. Se il Milan è tornato ai vertici del calcio italiano e se Pioli sembra un incrocio tra Guardiola e Klopp, il merito è soprattutto suo. Siamo convinti che se cercate bene nella soffitta di casa Zlatan, troverete un suo ritratto che invecchia per lui.

Friedkin 8 – Come alunni diligenti, studiano silenziosamente la situazione a Trigoria, preparandosi a fare un bel repulisti. Mettono d’accordo tutti, come solo san fare gli uomini potenti dai quali si spera di ottenere vantaggi. In attesa che a parlare siano i fatti e sperando che vengano giudicati solo su questi.

Dybala (Il ripescato) 6 – La stampa italiana da un mese si stropicciava le mani all’idea di riempire pagine di giornali con la sfida CR7-Messi in Champions, prima che diventasse un ritrovo di vecchie glorie malinconiche e imbolsite. Ma il destino crudele ci ha messo lo zampino e i giornali si sono trovati costretti a ripescare in fretta e furia il nome del meno evocativo – seppur fortissimo – Dybala, mantenendo toni esaltati che strappano più sorrisi che fomento.

Mancini 5 – Stavolta uno dei suoi proverbiali assist lo fornisce a negazionisti, complottisti e “vatuttobenisti”, con la pubblicazione di una discutibile vignetta su come i telegiornali trattano l’argomento covid-19. Poi le scuse di rito: “volevo solo sdrammatizzare”. A occhio, direi che non c’è riuscito.

Balotelli 4 – Ormai colleziona più presenze nella casa del Grande Fratello che sui campi di calcio. E riesce a fare figuracce pure lì.

Stadio Roma 2 – Tra tentativi di strumentalizzazioni a fini elettorali e rimpalli di responsabilità, continua la farsa intorno allo stadio della Roma, emblema di una città caduta in un buco nero decisionale senza via d’uscita. A pagare le conseguenze della politica degli slogan senza sostanza sarà la Roma e la città intera. La speranza è che nelle prossime tornate elettorali vengano premiati competenza e coraggio, ma per la Roma ormai il danno è irreversibile.

Oddo-Liverani 2 (1+1) – Il primo l’anno scorso è retrocesso col Perugia; premiato in questa stagione con la panchina del Pescara attualmente ultimo in classifica. Il secondo retrocesso con il Lecce un anno fa, quest’anno allena l’ex gioiellino Parma che naviga pericolosamente nei bassifondi. A conferma che nella vita è meglio essere fortunati che bravi.