L’attacco ha staccato

Corriere dello Sport (R.Maida) – Per la prima volta da quando c’è Di Francesco sono piovuti fischi sulla Roma. Stava bevendo un sorso d’acqua davanti alla panchina, l’allenatore, quando ha dovuto ingerire il disappunto dei 37.000 tifosi dell’Olimpico, delusi da una brutta conclusione dell’anno solare. «Mi avete rovinato il Capodanno» sussurrava con amarezza in sala stampa Di Francesco mentre salutava tre cronisti che aveva conosciuto a Sassuolo. Il problema è che la Roma non ha giocato male soltanto contro il Sassuolo. Negli ultimi tempi è successo spesso, anche in giorni favorevoli per i risultati, che la squadra abbia deluso sul piano del gioco. Una su tutte: Roma-Cagliari, la partita precedente di campionato vissuta in casa. La Roma l’ha vinta per un colpo di coda controverso, non certo per la supremazia sull’avversario.

TUTTOProblemi fisici e anche di testa, secondo Di Francesco. Sta di fatto che l’attacco non segna più. La Roma è scivolata al settimo posto nella classifica dei gol segnati, staccata dalla Sampdoria e dall’Udinese oltre che dalle quattro contendenti a un posto in Champions League, al livello dell’Atalanta che affronterà il 6 gennaio all’Olimpico. Con 29 reti in 18 partite la media è di 1,61 a partita. Ma soprattutto è preoccupante la tendenza autunno-inverno. Dopo il derby di metà novembre, solo una volta su nove la squadra ha segnato più di un gol in una stessa partita: contro la Spal (3-1 il primo dicembre) che era rimasta in dieci nei primi minuti per l’espulsione di Felipe.

STERILITÀ – Guarda caso è stata l’unica volta in cui Dzeko, nel periodo, ha centrato l’obiettivo. Il suo periodo di astinenza realizzativa è inevitabilmente correlato al calo di efficienza della squadra: 1 gol nelle ultime 15 partite tra campionato e coppe. Difficile capire da che parte cominci il rapporto di causa/effetto, in un circolo vizioso che non si spezza. Di sicuro lo scorso anno Dzeko, assistito da Salah che sta sbalordendo il Liverpool, dopo 18 giornate di campionato era a quota 13. Oggi ne ha fatti 5 in meno. E che sia in un momento poco fortunato lo conferma la partita con il Sassuolo, in cui ha inventato un gol bellissimo annullato per fuorigioco di pochi millimetri.

NO PARTY – Ma sarebbe limitativo attribuire a Dzeko tutte le responsabilità della scarsa pericolosità della Roma. La verità è che tutto il reparto ha prodotto poco: oltre agli 8 gol di Dzeko, ci sono i 4 gol di El Shaarawy e i 3 di Perotti. Totale 15, uno in meno di Immobile e due in meno di Icardi. Sono fermi a zero i tre rinforzi estivi: Schick, Defrel e Ünder. Diventa difficile con questi numeri dimenticare Salah.

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