La Roma tra luci e ombre

Il Messaggero (A.Angeloni – U.Trani) – Il Grande Dubbio resta appeso e senza risposta: non si può certo sapere se basterà Xhaka, il regista chiesto da Mourinho, per la svolta. La Roma, a 17 giorni dall’esordio in Conference League deve ancora convincere l’Arsenal e chissà se ci riuscirà. Ieri lo svizzero ha segnato in amichevole e Arteta ha confermato la sua permanenza. Serve un rilancio serio, non bastano i 2-3 milioni di bonus pensati da Pinto. La gente ha dato per scontato che sarebbero arrivati tre, quattro o addirittura cinque big. Non è andata così e al momento non sono previsti investimenti di alto profilo. Nemmeno per il regista. Il mercato finisce il 31 agosto e Pinto avrà tempo per piazzare qualche acquisto che possa migliorare il gruppo. Mourinho non parla in pubblico: dovrebbe rispondere sul rafforzamento del suo gruppo che per ora non c’è stato.

La Roma si comporta in campo, tatticamente e caratterialmente, come il suo tecnico. La mano di José si vede: c’è organizzazione e concentrazioni, doti che rendono solido e al tempo stesso dinamico il sistema di gioco. La difesa è meno fragile di quella vista con Fonseca. Il collettivo risponde almeno quanto il singolo più atteso: Zaniolo è tornato. Il regista rimane la priorità, non è pero sufficiente. A destra Karsdorp è solo. Reynolds fa scuola guida, Florenzi c’è ma a Trigoria. Su quel lato serve un altro titolare. La rosa insomma è incompleta e il centrocampo, senza play, non garantisce la qualità, l’intesità e l’ordine per rendere efficace la Roma.

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