Il Tornatora

La Roma impiega 94’ a non gettare il regalo dell’Inter

di Redazione

Il Giornale (M.Di Dio) – Se in casa Lazio c’è un conto aperto con il Var, sull’altra sponda calcistica del Tevere stavolta si può ringraziare l’ausilio tecnologico. A Genova fu proprio la video assistenza arbitrale a punire il gestaccio di De Rossi, ieri sera due gli episodi a favore scovati con le immagini nella serata tra le più difficili della stagione per la Roma. Prima il rigore non visto da Damato sprecato da Perotti (non più infallibile dal dischetto), poi al quinto minuto di recupero che conferma il tocco vincente in porta di Fazio – che sulla respinta di Cragno colpisce il pallone di petto e non con il braccio – e che consegna i tre punti ai giallorossi. Fondamentali per restare a stretto contatto con il podio del campionato, anche alla luce del ko interno e clamoroso dell’Inter. Si ricorderà a lungo questo finale thrilling, anche perché la Roma rischiava di non portare a casa i tre punti confermando i suoi problemi in fase offensiva. E il paradosso di Di Francesco è proprio questo: essere etichettato (forse troppo in fretta) come uno zemaniano votato all’attacco e poco attento alla fase difensiva, in realtà ritrovarsi con il problema opposto, ovvero avere una squadra che fa bene in fase di retroguardia (la migliore del torneo) ma che fatica a trovare la via del gol (con le sue 28 reti segnate è la peggiore delle formazioni di vertice).

Così fallisce ancora l’esperimento di Dzeko e Schick schierati insieme: l’attacco pesante non sembra al momento poter coesistere. Ventisei minuti a Verona domenica scorsa, altri 86 contro il Cagliari ieri e 0 gol all’attivo per entrambi. L’acquisto più oneroso dell’era americana (42 milioni alla Sampdoria) per ora non riesce a incidere, complice l’infortunio prima e l’approccio non perfetto poi nei 300 minuti scarsi giocati in stagione. E il bosniaco, capocannoniere dell’ultimo torneo, ha segnato un solo gol (alla Spal il 1 dicembre) negli ultimi due mesi. Roma dal ritmo compassato e senza nerbo per quasi tutto il match: pochissime le conclusioni verso la porta di Cragno, molte delle quali dalla distanza dell’ex Nainggolan, schierato nonostante la diffida che lo metteva a rischio per la gara di sabato prossimo allo Stadium contro la Juve. Poche idee e confuse per la truppa di Di Francesco di fronte a un Cagliari che gioca la sua onesta partita senza strafare e senza di fatto mai rendersi pericoloso dalle parti di Alisson. Poi i due episodi del Var, con il rigore concesso a Dzeko (prima ammonito per simulazione, un giallo poi annullato) e l’ok alla rete di Fazio dopo due minuti di attesa che provoca proteste e polemiche anche dopo il fischio finale.