Il Tornatora

La rincorsa. Una ripresa da vera Roma

di Redazione

Corriere Dello Sport (A.Polverosi) – Quando arriverà, sarà un secondo posto molto egiziano. Manca un ultimo passaggio, quello col Genoa, ma ieri a Verona un egiziano vero come Salah e un mezzo egiziano come El Shaarawy hanno risolto tutti i problemi della Roma con una doppietta a testa, portandola a un solo punto dalla Juve. Siccome è finita 5-3, quei 4 gol delle ali d’Egitto sono stati decisivi, oltre che un paio belli davvero.

CAMBIO GENERAZIONALEIn realtà la partita è durata un tempo, quanto è durato il Chievo, in festa già prima di iniziare, con la foto di famiglia, nell’abbraccio con mogli, fidanzate e figli. Al 45′, era 2-2. All’85′ era 5-2. Poi una concessione finale ad Inglese perché anche lui potesse segnare la sua doppietta ed è finita con altri abbracci e un doppio cambio… generazionale. Spalletti, come al solito, ha riservato gli ultimi 4′ a Francesco Totti, invocato da tutto il Bentegodi e non solo dalla curva giallorossa; nello stesso momento, Maran ha fatto debuttare Emanuel Vignato. Totti è del ‘76, Vignato del 2000. Durante il riscaldamento, il capitano ci aveva scherzato: «Ma quanti anni hai? Sembri proprio un bambino». Non sembra, lo è.

UN TEMPO DI CHIEVO – La squadra di casa ha segnato quando la Roma stava rallentando, dopo un quarto d’ora a buon ritmo, con occasione iniziale di Salah. Le marcature si sono scollate e se alla squadra di Maran non si tagliano le linee di passaggio, sono guai. L’azione è stata bella, l’ha iniziata e conclusa Castro, la cui posizione di trequartista creava problemi alla coppia di mediani De Rossi-Paredes. E’ stato quest’ultimo ad abbandonarlo al suo lieto destino: Castro ha sfruttato bene l’assist di Inglese.

I GOL DELLE ALI – Una volta in vantaggio, il Chievo ha lasciato di nuovo l’iniziativa alla Roma che ha pareggiato per un errore collettivo della difesa veronese e individuale di Gamberini che ha ciccato la palla di testa: la posizione di fuorigioco di Dzeko, che si è disinteressato del pallone, ha fatto perdere le coordinate a Cesar e Cacciatore, El Shaarawy lo ha capito, si è intrufolato al centro, ha saltato Sorrentino e pareggiato. Mentre aspettavamo il sorpasso della Roma, come logica suggeriva, il Chievo ha sorpreso ancora. Stava giocando a cuor leggero, palleggiava su linee note, con Bastien, Castro, Birsa e Depaoli, la Roma non trovava i riferimenti. Sul 2-1, in fondo a un’altra bella azione veronese, rifinita dal cross di Birsa e dal gol di Inglese, pesava soprattutto l’errore di Fazio e di Manolas, che si sono staccati in area dalla marcatura di Inglese, libero di colpire di testa. Era arrivato il momento di mettere le cose in chiaro: per la Roma questa vittoria era di vitale importanza e infatti quattro minuti dopo ha pareggiato Salah, puntando Gobbi e infilando l’angolino con palla deviata, e quindi più velenosa, dallo stesso Gobbi.

POI SOLO ROMA – Il Chievo ha smesso di giocare nel secondo tempo. Era uscito Castro, uno dei migliori, per infortunio, era entrato Pellissier e Birsa era tornato a fare il trequartista, ma la Roma ha alzato il ritmo e s’è presa i 3 punti senza battere ciglio. Il 3-2 è stato un gran gol di El Shaarawy (taglio perfetto su invito di Strootman), ma con dormita di Frey che era appena entrato al posto di Gamberini, uscito in barella e poi in ambulanza per uno scontro con Sorrentino. Se già il Chievo si era fermato, sul 3-2 ha proprio mollato. Salah ha piazzato il 4-2 su assist di Dzeko che poco dopo ha messo la firma sul 5-2, con una labbrata da fuori area, per spingere ancora oltre la sua grande stagione di bomber. Una disattenzione della difesa romanista ha consentito a Inglese di segnare la sua doppietta, anche se in fuorigioco.

I RECORD – Restavano alla fine una distesa di record per la Roma: le vittorie in trasferta (12), le vittorie consecutive in trasferta (7), i gol segnati (87: eguagliata la Roma del 30-31). Restano da conquistare quello dei punti (sono 84, il primato è 85 del 2013- 14) e quello del miglior cannoniere di tutti i tempi: Volk segnò 29 sempre nel 30-31, Dzeko è a 28. Un bel condimento per il secondo posto