A quasi un anno lontano dal campo, Rick Karsdorp ha deciso di raccontare i motivi che lo hanno portato a mettere in pausa la sua carriera. Una scelta profonda, personale, che va ben oltre il calcio. L’ex terzino della Roma ha spiegato di aver rinunciato a firmare con un nuovo club per dedicarsi completamente a suo figlio Kylian, 6 anni, affetto da autismo e impegnato in un percorso di terapie specifiche.
“Ho scelto di non prendere una squadra in estate per concentrarmi su ciò che conta davvero”, ha raccontato l’olandese. “Quando scopri che tuo figlio ha l’autismo, inizi a chiederti cosa puoi cambiare nella tua vita per stargli vicino. Vuoi solo il meglio per lui”.
Nel ripercorrere i suoi sette anni in giallorosso, Karsdorp parla di un’avventura intensa, fatta di salite e discese, ma anche di momenti indelebili. Tra questi, la rinascita personale culminata con il rinnovo contrattuale e, soprattutto, la storica vittoria della Conference League. “Vincere un trofeo con la Roma è stato qualcosa di enorme. Quello che ho vissuto a Roma è stato incredibile, persino più grande del titolo conquistato a Rotterdam. La festa sul pullman scoperto è durata ore, fino ad arrivare al Colosseo: un’emozione unica”.
Inevitabile anche il passaggio sul rapporto con José Mourinho, definito senza filtri come una relazione di “amore e odio”. Un legame forte, ma anche doloroso, che ha lasciato segni: “Quando vivi certe situazioni, quando soffri così tanto, resta qualcosa dentro. Dire che amo Mourinho forse è troppo”. Nonostante tutto, Karsdorp non considera chiuso il capitolo calcio. La porta resta socchiusa: “Non sto chiudendo il libro definitivamente. So solo che fino all’estate non tornerò a giocare”. Roma resta una parte importante della sua storia. E, tra le righe, anche del suo cuore.



