Il Tornatora

Inter, Spalletti: “Ad Alisson ho chiesto le cose che dovevo, è forte e merita grandi squadre. Dobbiamo essere più convinti e lavorare correttamente se vogliamo arrivare in fondo”

di Redazione

Luciano Spalletti, allenatore dell’Inter, al termine della partita di campionato contro la Roma ha rilasciato alcune dichiarazioni. Queste le sue parole:

SPALLETTI IN CONFERENZA STAMPA

Rispetto al primo tempo l’Inter è stata pericolosa nel secondo. È stata una svolta mentale?
Sì è quello. Già altre volte avevamo fatto dei pezzi di partita importanti così, forse siamo convinti di non poterlo sostenere, ci capita di fare una partita più timida invece in altre occasioni siamo più pronti. Nel secondo tempo si vedeva che i calciatori giocavano con l’intenzione di far succedere qualcosa. Da qui in avanti bisogna fare qualcosa di diverso. Si rischia di buttar via questa parte di campionato. Noi potevamo essere questi qui. Il fatto di essere lì è perché se lo sono meritato. Nessuno ci ha portato a questo punto e nessuno ci porterà in fondo. Ci vuole questa condizione mentale, quella di essere decisi e convinti. Basta vedere il secondo tempo.

A fine partita ha salutato Alisson, l’ha rimproverato per le parate o solo complimenti?
Ho salutato tutti quelli che ho trovato, ho ricevuto molto da loro. L’ho penalizzato a tenerlo fuori, lui merita grandi squadre e tutta questa attenzione. È un uomo forte per cui bisogna andare a salutarlo e gli ho chiesto le cose che gli dovevo chiedere.

Ritiene che possa iniziare questo triangolare per queste 17 giornate. Vantaggio o svantaggio?
Per noi è un vantaggio. Bisogna fare risultati e le intenzioni sono quelle. Abbiamo fatto tanti risultati nella prima parte del girone di andata ed ora abbiamo fatto pochi punti. Diventa fondamentale giocare col vento in poppa. Abbiamo bisogna di sentirci avvolti da qualcosa che ci sostenga. I punti sono stati fatti ed ora c’è da proseguire. La Lazio è avanti e la Roma ha gli stessi punti nostri.

SPALLETTI A MEDIASET

Le ha chiesto scusa Santon?
Non deve chiedere scusa a nessuno. I discorsi comodi sui divani sono un conto, quando scendi in campo e devi fare metri contro El Shaarawy è un altro conto. Succede a chi gioca a calcio. E’ una difesa del ragazzo, perché è sano e corretto. Può succedere di interpretare il pallone in un modo invece di un altro. Ci può stare, non deve chiedere scusa a qualcuno, se la chiede a me non gioca più. Noi siamo l’Inter, l’Inter deve avere il coraggio di lottare per queste posizioni contro squadre di questo livello. Sono formate da carattere, forza fisica, noi dobbiamo fare accadere le cose, non passa il pulmino e ci porta lì, dobbiamo fare la strada e lavorare in maniera corretta, chi ha timore non regge il livello.

Che manca all’Inter per giocare all’inizio come avete fatto alla fine?
Handanovic non ha fatto le parate di Alisson. Abbiamo sbagliato tanto nella costruzione, lo abbiamo detto in conferenza, loro ci avrebbero tolto lo spazio. I presupposti ci sono tutti, ma il livello di autostima, di condizione mentale viene a mancare e si rifà quel discorso di prima: dobbiamo basarci sulla nostra forza, chi siamo dobbiamo farlo vedere. Nel secondo tempo invece si è aggiustata la situazione dal punto di vista della pressione, serviva qualche responsabilità in più.

Il cambio con Brozovic?
Voi siete bravi a giocare a briscola. Quando ripartono giocatori come El Shaarawy o Nainggolan con Gagliardini hai uno spessore diverso, Brozovic ha giocato le sue partite, quando mi fa vedere chi è più bravo io lo metto titolare. Non ho parenti, scelgo la formazione che vedo durante la settimana. Abbiamo una squadra che vive su un equilibrio sottile, giochiamo con due mezzali e non più due mediani. In determinati momenti poi puoi fare qualsiasi cosa, ma poi la palla dillà la devi portare. Non riuscivamo ad andare dall’altra parte o non avevamo la velocità adatta per farlo.

SPALLETTI A SKY

Un commento su Alisson?
Alisson l’ho penalizzato nella stagione scorsa, ne avevo due fortissimi ma ho deciso di tenere Szczesny perché aveva fatto un grandissimo campionato. Alisson è un uomo vero, non l’ho mai fatto giocare e veniva a fare il difensore centrale in allenamento, un professionista vero. Tutto giusto quello che dicono e gli elogi che gli vengono fatti.

Sono due punti persi o guadagnati?
Abbiamo quasi meritato di vincerla, non rischiato. I calciatori sono andati a pressare forte, si sono liberati della tensione che manifestano e che non riesco a capire ma che c’è dentro la squadra. In alcuni momenti si fanno le cose teneramente, non da quel livello di classifica che si vuole raggiungere. Ci viene questo atteggiamento di scoramento, togliamo applicazione per timore di non farcela. Se hai paura di non farcela, questo succede.

Rafinha non rischia di avere troppe responsabilità?
Questo me lo dovete dire voi. Lui ha bisogno di giocare e allenarsi, siamo noi a doverlo mettere in condizione di aiutarci, la strada la dobbiamo fare da soli. Oggi tatticamente volevamo giocare col mediano basso e le due mezz’ali, poi è chiaro che bisogna far girare la palla coi due centrali, la costruzione deve essere più pulita e non deve essere fatta lentamente.

Riconosci dei limiti di mentalità alla squadra?
Una mentalità te la costruisci sull’entusiasmo, sui risultati, lo spessore del carattere di aver lottato duro per una posizione e doverla mantenere. A volte si scompare dal campo e il carattere individuale fa la differenza.

Potevate scavalcarli con le palle alte?
Nella pressione alta i due centrocampisti sono più alti dei due esterni. Lì gli si gioca la palla dietro per andare in parità numerica, se nel muoverli gli crei l’obbligo di scomodare uno della linea difensiva un buco si viene a creare.

SPALLETTI ALLA RAI

Pareggio che va stretto. Qual è la sua analisi?
Oggi abbiamo tentato di fare qualcosa di diverso, di portare un po’ più di giocatori sulla trequarti, però poi abbiamo faticato nella costruzione. Sapevamo che loro ci sarebbero venuti addosso e non abbiamo avuto la velocità giusta, li abbiamo agevolati. Siamo passati anche in svantaggio e si è fatto tutto più difficile, poi c’è stata una bella reazione nel secondo tempo ed è questo che i ragazzi devono capire, perché se si fanno le cose alla velocità giusta e con i ritmi giusti si creano delle belle cose.

Non vincete dal 2 dicembre. Perché?
Perché abbiamo perso qualche punto in maniera banale, qualche episodio c’è girato male. Come carattere e testa abbiamo ancora delle cose da mettere a posto, probabilmente qualcuno si deve ancora convincere, perché per stare in lotta contro queste squadre qui se non ci metti carattere, qualità e autostima, diventa difficile.

Tanti nuovi arrivi, il mercato può aiutarvi in questo senso?
No, non può aiutarci perché un giocatore che non gioca da un anno e mezzo non può rimettere a posto le cose, siamo noi che dobbiamo aiutare lui per poterci restituire l’aiuto. Finché non entrerà in condizione non può darci una mano. Rafinha ha giocato solo 5-6 partite nella stagione precedente, ora si sta allenando con continuità e dieci minuti nell’ultima partita, ma il ritmo gara è un’altra cosa. Per altre situazioni la squadra grosso modo è questa qui, i titolari sono questi. Lisandro poi ha fatto vedere di essere uno che ha carattere e spessore, ma Miranda e Skriniar hanno dimostrato di essere da Inter e di poter fare i titolari. Le cose ce le dobbiamo mettere a posto da soli.

Lisandro e Rafinha li ha voluti lei?
Con voi parlo una volta a settimana, con i direttori tutti i giorni a pranzo. Si parla di alcuni giocatori e una volta che si decide di prenderli è chiaro che ci sono anche io. Abbiamo sofferto nell’ultimo periodo essendo corti nei centrali di difesa per alcuni infortuni, poi si è fatto male anche d’ambrosio e se chiedi ad un terzino di fare il centrale ci sta di prendere gol come è successo a Firenze. Nella condizione attuale fino a questo momento ce l’abbiamo fatta a sopperire alla mancanza in quel ruolo.

Il mercato per l’Inter finisce qui o ha chiesto qualcun altro?
Io non mi sono mai lamentato, anche se avrei avuto la possibilità di farlo. Stiamo costruendo un percorso e dobbiamo crescere con il tempo. In difesa abbiamo completato numericamente il reparto, a centrocampo servirebbe un giocatore di forza e spessore che ci possa permettere di competere per grandi traguardi.

Che differenza c’è tra l’Inter di oggi e quella dell’andata?
Non molto, ora facciamo un po’ più di fatica perché abbiamo perso un po’ di entusiasmo, perdendo qualche punto. Ora andiamo un po’ dietro a quello che succede e questo non va bene, dobbiamo cambiare atteggiamento.