La Repubblica.it – Lamela, ancora guai: “Ricaduta alla caviglia”

di Redazione

ROMA – Proprio quando il calvario sembrava finito, la ricaduta. Erik Lamela si ferma ancora: solita caviglia, quella sinistra, infortunata con la nazionale under 20 argentina. Sembrava un problema alle spalle o quasi, dopo aver dovuto fare da spettatore per le prime due gare di campionato. E invece, proprio alla vigilia della giornata che avrebbe potuto segnare la sua prima convocazione in giallorosso, lo stop. Arrivato insieme a quello di Osvaldo (colpito da Kjaer) che, dopo il flop di San Siro, difficilmente scenderà in campo con il Siena. Intanto, DiBendetto è atterrato a Roma: da domani, il via agli appuntamenti.
NUOVO FASTIDIO – Una decina di giorni in campo con i compagni, nonostante un perdurante dolore all’articolazione sinistra. Stamattina, però, prima della fine della seduta di allenamento Lamela si è fermato per un “riacutizzarsi del dolore alla caviglia”, come conferma il sito della società giallorossa. Uno stop segnalato di lieve entità, ma che preoccupa non poco all’interno di Trigoria: il giocatore aveva accusato il primo problema nel ritiro della Seleccion, con cui comunque aveva disputato le quattro gare del mondiale giovanile. E che altro non hanno fatto che gravare su un problema già serio, benché sottovalutato dai medici sudamericani, aggravandolo. Impossibile vedere Lamela in campo giovedì. La sensazione, però, è che si renderà necessario riallacciare i fili di un programma riabilitativo per tutti ormai ultimato.
IL MORALE A TERRA, LA CASA DI TOTTI – La situazione non aiuta il morale di un ragazzo che continua ad avere un rapporto non semplice con la nuova lingua (sta facendo grossa fatica a imparare l’italiano) e con il nuovo spogliatoio. Nel quale è rimasto ai margini nonostante la benevolenza di Pizarro e Heinze, suoi interpreti all’interno del gruppo giallorosso, e l’appoggio di due leader come De Rossi e Totti. Il regista di Ostia sta cercando il più possibile di trascorrere istanti con lui per non lasciarlo isolare. Da parte del capitano, invece, Lamela ha ricevuto – insieme a tutta la sua famiglia e alla fidanzata Julieta – le chiavi di una villa tra l’Axa e Casal Palocco, di proprietà del numero dieci romanista. Quella in cui ha vissuto negli anni dei successi in giallorosso. Anche DiBenedetto ha voluto personalmente parlare con Lamela, cenando privatamente con il diciannovenne di Buenos Aires prima di Roma-Slovan. Segnali apprezzati dal giovane Erik. A cui, oggi, manca solo un po’ di fortuna.
MERCOLEDI’ VERTICE DIBENEDETTO-ALEMANNO – Sbarco a Roma all’alba, quando non erano ancora le 7.30 sugli orologi della capitale. Di corsa in albergo, poi, per prepararsi a una settimana di incontri istituzionali e interni, con i propri legali, che nel pomeriggio hanno lavorato con Joe Tacopina, prossimo membro del cda, alla bozza di un piano marketing da sviluppare (con Pannes e Barror del Raptor Group). Il primo, mercoledì alle 14 in Campidoglio, con il sindaco Alemanno, a cui dovrebbe presenziare anche il delegato allo sport del comune di Roma Alessandro Cochi. Ma DiBendetto dovrebbe stringere la mano anche all’assessore Rosella Sensi. Il prologo di un incontro, con il primo cittadino, che si terrà a inizio ottobre a Trigoria per parlare di un nuovo stadio della Roma: “Vogliamo partire bene con la nuova società – giura Alemanno – e dare tutta la nostra disponibilità, soprattutto per la questione dello stadio che i tifosi chiedono sia costruito”. Per questo, il sindaco ammette di augurarsi che “che la Roma rompa gli indugi e faccia una proposta”. “Con la nuova legge regionale sul piano casa lo stadio si potrebbe fare in un anno”, giura l’assessore all’urbanistica della regione. Troppo ottimistico, probabilmente. Ma la nuova Roma è convinta di avere in mano le carte giuste.
La Repubblica.it – Matteo Pinci