La caviglia destra, quella che in campo praticamente non usa mai considerando che è un mancino totale e naturale, ieri gli faceva ancora male. Era gonfia. Tanto, troppo. È andato a Trigoria, si è fatto visitare, ma per sapere qualcosa in più Erik Lamela dovrà aspettare altre 24 ore. Sperava di fare già ieri gli esami strumentali, l’argentino, e invece, visto il gonfiore del piede, la risonanza è stata rimandata a oggi. Probabilmente già in mattinata, o al massimo nel primo pomeriggio, l’argentino andrà al campus biomedico di Trigoria per capire se, oltre alla distorsione, c’è anche una lesione capsulo legamentosa che i medici ieri hanno soltanto ipotizzato.

Se la diagnosi dovesse essere confermata per l’argentino si prevede un mese di stop, altrimenti entro un paio di settimane dovrebbe tornare di nuovo in campo. Una tegola, per lui e per la Roma, visto che Lamela è un titolare indiscusso di questa squadra. L’infortunio, arrivato alla fine del primo tempo in un contrasto con D’Ambrosio (per il quale Zeman ha invocato il rigore) in un primo momento non sembrava così grave: Lamela si è accasciato sotto la Curva Nord, i medici sono entrati in campo ma lui ha continuato a giocare fino alla fine della partita. Sentiva un po’ di dolore, ma niente di clamoroso, come spesso succede a caldo in questi casi. Il male è arrivato dopo, al fischio finale, quando ha tolto gli scarpini ed è stato costretto ad uscire dallo stadio con il piede fasciato e a bordo di una macchinetta elettrica. Il volto era abbastanza disteso, ma Lamela era ed è preoccupato. Non voleva e non vuole stare fuori proprio adesso, che ha trovato continuità e che sa quanto la Roma abbia bisogno di lui.

I problemi alla caviglia poi gli ricordano un periodo buio: un anno fa, subito dopo il termine della stagione col River e prima di venire alla Roma, Lamela ha giocato un Mondiale Under 20 con la caviglia sinistra infortunata. Non si allenava, passava le giornate a fare fisioterapia, spesso da solo, e poi giocava le partite. Emblematica una frase del suo allenatore in quei giorni: «Fatica a camminare oggi, ma domani riuscirà a giocare». Quando è sbarcato a Trigoria le condizioni del suo piede erano pessime, tanto che per vederlo in campo la Roma ha dovuto aspettare fino al 23 ottobre, giorno dell’esordio contro il Palermo. La cosa ha mandato su tutte le furie Sabatini, che addirittura aveva pensato a reclami ufficiali contro la federcalcio argentina, ma poi si era deciso di chiudere un occhio anche per mantenere i buoni rapporti coi sudamericani. Stavolta, ovviamente, la situazione è diversa. Stavolta, altrettanto ovviamente, Lamela verrà curato subito e nel migliore dei modi, con la speranza che gli esami di oggi non confermino le previsioni di ieri.
Il Romanista – Chiara Zucchelli