Il Tornatora

Il VAR e un doppio boato

di Redazione

Corriere dello Sport (R.Maida) – Questa non s’era mai vista. E’ stato un VARietà, più di una moviola in campo. Un’ammonizione per simulazione che si trasforma lentamente in un calcio di rigore sacrosanto cancellando il cartellino giallo sanzionato a prima vista. Ma soprattutto l’esultanza differita della Roma, che dopo essersi ammucchiata sotto alla Curva Sud per festeggiare il gol di Fazio deve aspettare il check dell’arbitro Damato davanti alla tv per convalidare l’1-0. Roba da pazzi.

ATTESA – Si era ormai al minuto 94 di una delle partite che di solito la Roma non vince. I giocatori del Cagliari protestavano timidamente per un fallo di mano di Manolas o forse per un fuorigioco dello stesso Fazio mentre i colleghi romanisti gioivano ignari. Poi la scelta di Damato: vado a dare un’occhiata di persona. La partita è praticamente finita dopo i sei minuti di recupero concessi per l’episodio del contatto Dzeko-Cragno, Di Francesco si volta verso la panchina perché teme il peggio, le telecamere pescano Totti in ansia in tribuna, si respira aria di annullamento perché Kolarov si mette le mani nei capelli. Invece dopo quaranta secondi Damato si gira e indica il centrocampo, che implica la conferma del gol.

FELICITA’ – I tifosi esplodono in un secondo boato dopo quello in diretta, che rischiava di rimanere strozzato dalle scoperte della tecnologia. Ma l’urlo più forte arriva da dentro al campo: è di Daniele De Rossi, che salta come un grillo a pugni chiusi avendo compreso che non c’è più motivo di spaventarsi. Per lui è una vittoria speciale, quasi liberatoria dopo le due giornate di squalifica rimediate a Genova. Passano altri istanti insignificanti, Damato fischia la fine, e via con Grazie Roma dagli altoparlanti dell’Olimpico: tutti corrono ad abbracciare Fazio, costruendo una piramide umana sopra al gigante della difesa che per una volta (la prima stagione) è stato decisivo nell’altra area di rigore. E la gente esce felice dallo stadio.

LA GIOIA – De Rossi rivive le palpitazioni finali: «L’attesa è durata un’eternità, abbiamo visto che l’arbitro controllava il Var ma non capivamo. Alla fine per fortuna è andata bene e mi è scappata pure una parolaccia in spagnolo per esultare con Fazio. A volte capita di non essere brillanti ma con questa determinazione può succedere di vincere le partite all’ultimo minuto. Abbiamo sbagliato un rigore e ripreso a macinare calcio, non era da tutti. Questa vittoria ci dà una spinta emotiva importante per la classifica: se dovessimo battere la Sampdoria nel recupero saremmo praticamente in vetta. A noi lo scudetto e alla Juventus la Champions come dice Totti? Magari, firmerei subito… Ma finché ci saremo anche noi in corsa, non farò il tifo per Buffon in Europa». Aspettando la prossima emozione.