CORRIERE DELLO SPORT (Giorgio Marota) – “Tutti vogliamo andare in Champions League, ma i Friedkin vogliono vincere il campionato” ha detto ieri Claudio Ranieri, rilanciando al livello più alto le ambizioni di una squadra, di un allenatore e di una proprietà che insieme intendono costruire un modello tecnico e di gestione. Dunque lo scudetto nel prossimo futuro dovrà cominciare a essere un obiettivo: “L’anno scorso ho fatto 46 punti nel girone di ritorno e sono arrivato a un punto dalla Champions, così mi è sembrato logico non caricare di aspettative il nuovo tecnico – ha aggiunto il senior advisor del club – Abbiamo trovato un allenatore che sa costruire con i giovani e con giocatori già esperti quel mix giusto per fare davvero bene”.

Pisilli resta uno dei simboli di questo progetto. Un calciatore giovane, che sembra più completo ogni giorno che passa e che non è più solo un’alternativa. Anche con il ritorno di Koné, sarà difficile fare a meno di lui. “Ho lavorato tanto sul tiro, un gesto tecnico fondamentale – ha detto ieri, dopo aver segnato il 3-0 – quando giocavo poco ho cercato di migliorarmi in allenamento, non mi sono mai abbattuto e ho provato a rubare qualcosa dai titolari. Adesso mi sento più maturo”.

“Adesso battiamo la Juve”, ha rilanciato N’Dicka, alla prima rete in assoluto nel campionato di Serie A. L’ivoriano ha conquistato la 100esima vittoria nei cinque grandi campionati europei, la 46esima con la Roma, e a fine gara ha sottolineato l’ennesima prova di solidità della difesa, che ieri ha centrato il dodicesimo clean sheet.

La Roma già stritolata dall’emergenza, nel frattempo, ha perso un altro pezzo. Ieri sera si è fermato nuovamente Hermoso, un calciatore che nell’ultimo mese le ha viste e vissute di tutti i colori: era appena guarito dalla pubalgia, da una lesione all’ileopsoas e da una brutta contusione al collo del piede destro, ma durante il riscaldamento ha percepito una fitta all’altezza del femore. Ghilardi si è dovuto scaldare in fretta e furia per scendere in campo al suo posto. Oggi gli esami strumentali fotograferanno meglio la situazione. Il rischio di un’altra lesione è evidente.