Corriere dello Sport (R.Maida) – E adesso? Se non è un addio, poco ci manca. E che la Roma stia cercando un allenatore, per non essere sconvolta dal probabile commiato di Spalletti, lo dice Gian Piero Gasperini nella sala stampa dell’Olimpico. Lo dice implicitamente, ammettendo di essere stato contattato dai dirigenti di Trigoria (o di Londra?): «Non si può essere la terza o la quarta scelta, perciò mi fido del progetto dell’Atalanta». Senso chiaro: la Roma lo ha allertato per chiederne la disponibilità in caso di separazione da Spalletti e anche di mancato aggancio ad altri colleghi più quotati nel panorama internazionale.

GLI ALTRI – Il fatto è che a sei settimane dalla fine del campionato, la Roma non sa ancora a chi affidare la panchina. Non ha mosso passi decisi finora per due motivi: perché Pallotta voleva aspettare l’ultima parola di Spalletti, rimasto il suo preferito, e perché l’eventuale sostituto potrebbe essere a sua volta invischiato in un finale di stagione che non gli garantisce certezze. Unai Emery, per esempio: è l’uomo che metterebbe d’accordo Baldini e Monchi, che in momenti diversi lo hanno contattato per le rispettive squadre. Ma la Roma non sa se il Psg deciderà di liberarlo alla fine della stagione. Situazione simile blocca Vincenzo Montella, un altro allenatore che sarebbe gradito e che è rimasto aggrappato al nuovo Milan anche grazie al pareggio arrivato al 97’ nel derby. E sembrano tutt’altro che definiti i destini di Sampaoli, che potrebbe lasciare il Siviglia ma è il candidato forte per il ruolo di ct dell’Argentina, e Pochettino, che ha portato il Tottenham a frequentare stabilmente la Champions.

LIBERI – Baldini potrebbe avere in serbo anche un nome a sorpresa, di grande livello, capace di cancellare in fretta il ricordo di Spalletti. Ma se non dovesse riuscire a convincerlo a sposare la Roma, e i professionisti di cui sopra rimanessero legati ai vari contratti in essere, dovrebbe rivolgersi agli allenatori senza squadra: su tutti Roberto Mancini, che vive a due passi da Piazza del Popolo e sarebbe ben felice di lavorare a Trigoria. Nei giorni scorsi, in un’intervista, anche Cesare Prandelli ha mandato segnali di interesse ma la Roma, nonostante il breve connubio del 2004, sembra orientata ora su altre possibilità