Garcia: “In questa stagione vinceremo lo Scudetto, l’obiettivo è anche fare bene in Champions perchè Totti lo merita”

di Redazione

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Il tecnico della Roma, Rudi Garcia, ha rilasciato un’intervistaKicker. Queste le sue dichiarazioni: “Da ragazzo sono caduto come Obelix nel calderone con la pozione magica, da allora il calcio ha determinato la mia vita. L’allenatore è una bel lavoro, ma è fragile come un castello di carte. Anche dopo un anno di successo si può essere licenziati, come è accaduto a me a Lille. Ecco perchè ho sempre una valigia pronta vicino alla porta. So come funziona il business del calcio. Preferisco vivere nel presente e cercare di raggiungere i miei obiettivi a Roma. Quali sono? In questa stagione vinciamo il campionato, sono sicuro. Il piano è condurre la Roma nell’elite europea e meglio ancora vincere con Francesco Totti la Champions League, lo merita davvero con la sua fantastica carriera“.

Un doublè nel 2015?
No, è sicuramente troppo presto. Sarebbe già un enorme successo superare il difficile girone in cui siamo capitati, ma le due sfide col Bayern Monaco sono un ottimo banco di prova per vedere a che punto siamo“.

Su Guardiola…
È stato incredibile a Barcellona, e coraggioso ad accettare il Bayern dopo i successi di Heynckes. Inoltre, è una persona equilibrata, che non fa mai polemiche inutili, un grande allenatore con stile e classe. Il mio credo è vincere e convincere. Sono un maniaco dei dettagli, ma so che la perfezione è impossibile. Ho un debole più per chi fornisce assist che per i marcatori. Ovviamente avere Messi o Cristiano Ronaldo aiuta. A Roma, ci sono un sacco di marcatori, questo mi piace. E chiaramente mi piacerebbe un attaccante che segna 25 gol a stagione. Tuttavia, è più sicuro distribuirli su più giocatori e non dipendere da uno soltanto. Se si fa male per tre mesi, la tua stagione è finita. La stella deve essere la squadra“.

Su Totti…
Naturalmente, Francesco è il re di Roma e un genio unico. Ma è umile, altruista e mette il bene della Roma prima dei record personali. Questo è ciò che rende un giocatore di classe mondiale“.