Roma, secondo posto in Campionato e nel girone di Champions e piovono le critiche a Garcia

garcia roma bayern monaco

PAGINE ROMANISTE  (DANIELE SCASSEDDU) – I secondi posti in campionato e nel girone di Champions League non bastano a Rudi Garcia per tenere lontane le prime critiche. La disfatta contro il Bayern e lo 0-0 con la Samp hanno fatto storcere il naso a parecchi e i primi dissensi sono arrivati via radio e soprattutto con cinguettii sul web.

Sul podio delle colpe che gli vengono attribuite ci sono le scelte approssimative di formazione e il ritardo nei cambi. Non è una novità che il calcio ha poca memoria e qualcuno si è già dimenticato che Garcia di meriti ne ha tanti, primo tra tutti quello di averrisollevato la Roma dallo choc della finale di Coppa Italia persa contro la Lazio e che da quel momento non ha mai abbandonato la scia della vittoria.

Bisogna però ripartire dall’ammissione di Garcia alla vigilia del viaggio in Liguria: «Ci siamo presentati contro il Bayern in uno dei nostri peggiori momenti. Abbiamo avuto alcuni infortunati negli stessi reparti e può darsi che martedì siamo arrivati con i giocatori un po’ stanchi o che, appena recuperati, non fossero ancora al top».

Il francese, per la prima volta da quando è sulla panchina giallorossa, non ha nascosto le evidenti difficoltà che, ormai da qualche settimana, stanno rendendo più vulnerabile il suo gruppo, fisicamente e psicologicamente.

I risultati da Manchester a Genova, prendendo in esame le ultime cinque gare, ne sono la conferma diretta. Mai la sua Roma aveva infilato una striscia del genere, con una media di un punto a partita: 2 pareggi (contro il City e la Sampdoria), 2 sconfitte (contro i campioni d’Italia e il Bayern) e solo 1 vittoria (contro il Chievo).

La rosa è lunga, ma improvvisamente e imprevedibilmente si è accorciata. Garcia ha retto finché ha potuto, ora è costretto a tirare il collo, soprattutto ai centrocampisti e ai difensori. La rotazione scientifica dell’avvio di stagione, ora va pian piano sgretolandosi. Basti pensare che gente come Yanga-Mbiwa, arrivato come quarto di difesa, è costretto a giocare tutte le partite e l’appannamento diventa fisiologico.

Castan è fuori dal secondo tempo della seconda di campionato a Empoli (e ha saltato la prima con la Fiorentina), Manolas è reduce da due giornate di squalifica e Astori è rientrato da poco da un infortunio al ginocchio, rimediato la sera di Roma-Cska in Champions.

Dal 21 settembre, Mapou non si è più fermato. Ma il vero stacanovista della Roma èNainggolan, che Rudi non toglie mai,e piuttosto sacrifica Pjanic, un altro tra i più presenti, infatti visibilmente in debito di ossigeno. Il belga, complici le assenze obbligate di Strootman e di Keita, ha sempre giocato titolare.

Poi c’è De Rossi che ha pagato forse più l’inattività e l’assenza dal lavoro quotidiano a Trigoria.

Nella stagione scorsa la Roma preparava una gara alla settimana, ora due, questa è la differenza, non un problema di allenatore, non un problema di mentalità, ma per diventare grandi bisognerà invertire i numeri due le partite da giocare, 1 il posto in classifica in Italia e in Europa.

PER APPROFONDIRE LEGGI ANCHE

I più letti