Il Tornatora

Friedkin (ri)accende i sogni. I tifosi: «Riporta Totti e DDR»

di Redazione

Cruciale nel destino di Pallotta la realizzazione dello stadio a Tor di Valle, importanza ribadita anche dallo stesso presidente il 28 maggio 2017, giorno dell’addio di Totti, quando disse nella pancia dell’Olimpico: «Se per il 2020 non avrete lo stadio, ci sarà un altro proprietario. Dovremmo avere tutti i permessi, non ci saranno problemi, è una grande cosa per la città, porterà tantissimo lavoro, sarà uno dei posti migliori del mondo come strutture. Altrimenti non mi vedrete più». Se non ci saranno ulteriori problemi, si potrebbe iniziare a costruire entro la fine del 2020 per giocarci nel 2023, 11 anni dopo l’inizio dell’iter burocratico, che non è ancora terminato: la convenzione urbanistica sarà in aula in Campidoglio non prima di febbraio-marzo, poi ci saranno una serie di passaggi dalle opere pubbliche alle gare d’appalto europee. Entro metà gennaio, invece, l’immobiliarista Vitek dovrebbe diventare ufficialmente proprietario dei terreni di Parnasi per circa 50 milioni. A Friedkin che ha confidato ad alcuni suoi amici di essere «sempre stato innamorato di Roma. Ho scelto di investire qui per lasciare un segno anche nella storia sportiva della città», i tifosi chiedono di «riportare nella loro casa Francesco Totti e Daniele De Rossi». Altri riconoscono meriti a Pallotta con «l’unica colpa di non essere riuscito a vincere nemmeno una coppa Italia, ma dal punto di vista societario ha lavorato bene». Lo riporta il quotidiano Corriere della Sera.