Florenzi è a casa

Corriere dello Sport (R.Maida) – Le storie finiscono bene, sempre bene, solo nelle favole. Anche perché nelle favole non c’è mica il Var che ti concede una specie di giro d’onore, di festeggiamenti con un sit-in improvvisato sotto la tua curva, per poi convincerti che no, non c’è l’happy end, riprovare alla prossima. Alessandro Florenzi aveva scoperto il dolore contro il Sassuolo allenato da Di Francesco e alla partita numero 200 nella Roma di Di Francesco avrebbe meritato di essere decisivo, non solo per chiudere il cerchio della sfortuna ma anche per quello che aveva dato sul campo. Invece l’urlo liberatorio è tornato indietro, soffocato dal nuovo regolamento e da un senso di giustizia che a volte appare contrario alla logica dello sport.

INSOPPORTABILE – Era stato perfetto o quasi, Florenzi, per tutto il pomeriggio. Nemmeno sul gol del Sassuolo è imputabile, anche se il cross parte dalla sua zona, perché lì viene messo in mezzo da Politano e Peluso senza che El Shaarawy o chiunque altro riesca a contribuire alla conservazione della specie giallorossa. Veniva da un primo tempo quasi sontuoso, con 8 palloni recuperati (alla fine sarebbero stati 10) e una copertura impeccabile dell’allievo ufficiale Schick. Nel secondo tempo, liberato dal lavoro difensivo, era diventato un supporto eccellente per la manovra della Roma sulla fascia destra e anche nell’occasione decisiva, invadendo l’area avversaria, aveva scelto con meticolosità i tempi dell’inserimento, per non parlare del tocco sotto che ha reso famoso un fratello maggiore chiamato Francesco Totti.

BIS – Con un movimento simile aveva colpito la traversa allo Juventus Stadium mentre stavolta aveva pilotato il pallone nella sede più appropriata, sapendo fra l’altro di essere in posizione regolare visto che nessuno in quel momento aveva immaginato il contrario. Purtroppo non aveva previsto che un compagno di squadra, il cucciolo turco Cengiz Ünder, stendesse Missiroli in fuorigioco attivo, con una doppia infrazione che è costata due punti essenziali alla Roma.

CALVARIO – In quel momento gli è sparito dalla faccia il sorriso ma non il sollievo. Perché forse è davvero finita la sua attesa: nel penultimo giorno del 2017, in prospettiva del rinnovo del contratto previsto nei primi giorni del 2018, si è rivisto il Florenzi che i tifosi avevano conosciuto prima dell’autunno 2016. Con il plusvalore di una maggiore conoscenza del ruolo di terzino: attraverso l’addestramento tattico ha scavalcato velocemente Bruno Peres nelle gerarchie dell’allenatore. Aspettando un altro laterale bersagliato dalla sfortuna, Rick Karsdorp, la Roma ha capito di aver recuperato in quella zona un potenziale campione.

PER APPROFONDIRE LEGGI ANCHE

I più letti