Figc, Uva: “Gli effetti delle riforme si vedranno tra 3-4 anni. Le società devono avere la sostenibilità al primo punto”

di Redazione

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Il direttore generale della Figc, Michele Uva, ai microfoni di ‘Radio anch’io sport’ fa una fotografia del calcio italiano: “Il calcio professionistico ha un fatturato in crescita nonostante la congiuntura economica non ancora positiva, una crescita stimata con un giro d’affari di 13 miliardi di euro, un aumento del 50% in 10 anni, che secondo Mediobanca propone il calcio tra prime dieci industrie in Italia facendone un grande veicolo economico e finanziario. L’indebitamento però resta un grosso problema legato a una non contrazione dei costi anche se il trend va nella direzione giusta, c’è la mancanza di crescita dei ricavi, su cui si può lavorare. La Federazione ha posto i primi paletti facendo delle riforme, obbligatorietà del pareggio di bilancio, riforma campionati, tetto alle rose, nuove norme di iscrizione, i cui effetti si vedranno nel medio termine tra 3-4 anni. Nel frattempo il periodo del mecenatismo è terminato, le società sportive sono vere e proprie aziende che devono avere la sostenibilità al primo punto. Le plusvalenze dimostrano che siamo sempre più un paese formatore mentre qualche anno fa eravamo un paese che comprava. Il botteghino è penalizzato anche dall’impiantistica sportiva, ci sono stadi privi di servizi che non aiutano a portare la gente. Bisogna comunque sviluppare l’impiantistica sportiva, Juventus docet, e puntare sull’internazionalizzazione dei brand di grandi, piccole e medie squadre. Tra i 5 e i 12 anni un ragazzo su 4 è tesserato con la Federazione. Siamo un movimento di 32 milioni di tifosi. Il calcio è un fenomeno sociale con margini di crescita sotto gli occhi di tutti“. Uva torna anche sulle parole del presidente della Lega nazionale dilettanti, Belloli: “Se confermate dalla procura, su questo sono in corso delle indagini che saranno molto veloci, penso siano inaccettabili e neanche commentabili. La Federazione sul calcio femminile sta facendo il più alto investimento, è l’unico settore dove non ha tagliato i costi mettendo grandi risorse. Avremo tre nazionali femminili in più, la prima partita del calcio a 5 vedrà il suo debutto il 25 giugno al Foro Italico, poi ci saranno un Under 23 e un Under 15. Stiamo investendo tantissimo in risorse e progettualità. Il calcio femminile è una delle grandi leve di crescita del sistema“.