Dzeko, il gol più prezioso. La Roma tra le grandi

Il Giornale (M.Di Dio) – C’era un confine (entrare tra le prime otto d’Europa) che la Roma americana non aveva mai superato. Il traguardo agognato è arrivato in una notte fatta di sofferenza, ma anche di orgoglio, a premiare una stagione che in campo continentale è stata quasi perfetta per i giallorossi. Il successo sullo Shakhtar Donetsk consegna i quarti di finale di Champions che alla Roma mancavano da un decennio, quello trascorso anche per rivedere due italiane nell’élite del più prestigioso palcoscenico (l’ultima volta nel 2007 furono i giallorossi e il Milan). Juventus e Roma tra le grandi d’Europa, quindi, con un rischio di derby nel sorteggio di venerdì che avrà come “ambasciatore” Andriy Shevchenko ma con un ranking che al momento continua a sorridere al pallone nostrano considerando che la Germania, distante quattro punti nell’attuale classifica per nazioni, nel prossimo turno di Champions avrà solo una squadra.

Doveva essere la notte di Dzeko, croce e delizia dei tifosi giallorossi. Da quel mese di gennaio trascorso con le valigie in mano (con 30 milioni più bonus sarebbe potuto approdare nel Chelsea di Conte) si è passati alla gara del riscatto. In un competizione che ha visto il bosniaco protagonista proprio in casa dei Blues nella notte che segnò il primo passo verso la clamorosa vittoria del girone d’acciaio. A Dzeko mancava il gol in una partita a eliminazione diretta, non era riuscito nell’impresa nemmeno quando vestiva le maglie di Wolfsburg e Manchester City. Ieri ha sfruttato al meglio l’assist di Strootman, partendo come un treno verso la porta di Pyatov, seminando Ordets (che poi sarà espulso per fermare la furia del bosniaco in un’azione di ripartenza) e scaricando il piatto e che ha fatto impazzire i 48mila dell’Olimpico. Che lo omaggeranno con uno standing ovation da brividi quando verrà chiamato fuori dalla contesa a pochi minuti dal fischio finale.

Un bel regalo per i 60 anni di James Pallotta che dagli Usa ha fatto arrivare i complimenti alla squadra. Ma un regalo anche a Di Francesco, terzo allenatore della storia della Roma dopo Liedholm e Spalletti a centrare il prestigioso obiettivo. Colui che agli albori dell’avventura europea stagionale dei giallorossi, redarguì l’attaccante bosniaco che dopo lo 0-0 con l’Atletico Madrid si era lamentato di non aver ricevuto palloni giocabili. La notte scorre via con qualche patema soprattutto nel primo tempo, quando lo Shakhtar quasi ripetendo la prestazione al San Paolo contro il Napoli nel girone, aveva controllato la gara con raziocinio. Buon palleggio, possesso di palla e match tenuto saldamente in pugno con pochissime ripartenze concesse ai giallorossi. Nella ripresa la squadra di Di Francesco infila subito gli avversari come fece il napoletano Insigne il 21 novembre scorso. La Roma non chiude la gara anche se Dzeko avrebbe ancora un paio di buone occasioni, lo Shakhtar non crolla nonostante l’inferiorità numerica, che poteva essere duplice se l’arbitro non avesse graziato Ferreyra (che spinge violentemente un raccattapalle al di là dei cartelloni pubblicitari per recuperare il pallone), ma alla fine Alisson quarto “clean sheet” di fila all’Olimpico in Champions – non sarà mai impegnato. I giallorossi si regalano così la centesima partita (sarà quella di andata dei quarti) nella Coppa più importante.

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