Difra, Pellegrini, Frattesi: che asse Roma-Sassuolo

Corriere dello Sport (L. Scalia) – Quattrocento chilometri. È la distanza tra Roma e Sassuolo, piccola città del modenese specializzata nel mercato delle piastrelle in ceramica. Lì sono dei maestri di questo settore: vendono pezzi su pezzi in Italia e all’estero. Anche Sassuolo versione pallonara non si discosta molto da questo business.

Prende dei giocatori allo stato grezzo (o quasi) e li trasforma in giocatori da Serie A. Alcuni se li tiene stretti, altri no. E spesso la distanza tra Roma e Sassuolo si azzera. Non serve andare troppo in là con il tempo. Correva l’anno 2015. Lorenzo Pellegrini ha 19 anni, una sola presenza in prima squadra con la Roma e un bel cammino nelle giovanili giallorosse. Il Sassuolo fiuta l’affare. Lo prende a titolo definitivo per poco più di 1 milione di euro, ma nel contratto viene inserito il diritto di riacquisto (10 milioni). 

Pellegrini gioca con continuità in provincia, segna e si fa notare come uno dei giovani italiani più interessanti. La Roma, quindi, due anni dopo decide di riportarlo a casa opzionando la recompra.

Già, la sessione estiva del 2017 è senza dubbio la più calda sull’asse Roma-Sassuolo. Perché Pellegrini non rappresenta l’unica operazione che va in porto. Arriva Eusebio Di Francesco sulla panchina giallorossa dal Sassuolo e si porta dietro anche Defrel, suo pupillo. Il francese non sfonda all’Olimpico, viene ricordato come una meteora. Che fine ha fatto? Adesso gioca di nuovo nel Sassuolo.

Piccola nota, non di poco conto: per pagare parte del cartellino di Defrel, la Roma mandò a Sassuolo due giovani, Frattesi e Marchizza. Il primo, adesso, ha preso il posto di Locatelli dopo qualche giro in prestito, mentre il secondo si sta facendo le ossa all’Empoli.

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