Il Tornatora

Di Francesco: “Dobbiamo avere la forza di saper reagire, non stiamo dimostrando di essere una grande squadra” – VIDEO

di Redazione

Eusebio Di Francesco, allenatore della Roma, al termine della gara di campionato contro il Milan ha rilasciato alcune dichiarazioni. Queste le sue parole:

DI FRANCESCO IN CONFERENZA STAMPA

Le difficoltà del secondo tempo stanno a significare che la squadra non ti segue a pieno?
E’ una domanda che sorge spontanea vedendo le prestazioni del secondo tempo. Vedo e credo che i ragazzi mi abbiano sempre seguito in quello che faccio, ma perdiamo la testa nella capacità di rimanere in partita dopo il primo gol. Pensiamo di risolverla da soli e ci allunghiamo. Lo ritengo assurdo ma sta accadendo, non è la prima volta. Non parlo di Charkiv, dove abbiamo tenuto specialmente nel primo tempo. Oggi nella prima frazione abbiamo avuto poca qualità e brillantezza negli ultimi 20 metri, ma poi abbiamo visto un tempo completamente diverso dall’altro. Ripeto di vedere e credere che i ragazzi siano con me.

Parli di test fisici, ma i ragazzi arrivavano sempre secondi sulla palla…
I test che mi arrivano sono positivi, le risposte sono differenti in partita. Alcuni giocatori hanno avuto i crampi e ci sono stati i viaggi di mezzo. Penso all’aspetto fisico, se guardo la prestazione mi preoccupo, ma c’è un metodo che ha portato a determinati risultati. Mi meraviglia vedere Perotti che porta palla per tutto il campo e vuole dribblare tutti, è un problema di scelta, significa che vuole fare la partita da solo. Invece noi dobbiamo giocare di squadra. Il 4-2-4 si lega al fatto che avevamo smesso di trovare determinate manovre nelle triangolazioni a tre, ma penso che qualsiasi cosa avesse fatto non avrebbe cambiato il risultato. Abbiamo creato pochissimo anche con i 4 attaccanti.

Perché hai optato per il 4-3-3?
Il 4-3-3 è stato in base alle caratteristiche del Milan, se avessimo avuto due mediani avremmo avuto fatica a recuperare quando ci attaccavano. Abbiamo fatto benissimo per un tempo, poi ci siamo persi. La scelta è legata alla squadra affrontata e al fatto che 4-3-3 e 4-2-3-1 sono due sistemi di gioco che rappresentano un valore aggiunto.

La squadra non sapeva bene cosa fare per attaccare questo Milan…
Il risultato è giusto, abbiamo meritato di perdere. Però il fatto che ricercasse un determinato tipo di gioco c’era, ci incagliavamo negli ultimi 20 metri, dove non attaccavamo in profondità con convinzione per trovare spazio tra le linee, ma tornavamo indietro. Abbiamo alternato prestazioni buone, ma siamo sempre mancati nella continuità. E’ quello che ho chiesto ai ragazzi ma ci è mancato. Stasera abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione di questo. Faremo le nostre valutazioni.

In 20 partite in cui avete preso gol ne avete perse 9, è un fatto mentale? Come lavorarci?
E’ anche un fatto mentale e legato al discorso tecnico-tattico. Non tutte le sconfitte sono state uguali, questa è stata una sconfitta brutta, in altre abbiamo cercato di costruire qualcosa. Devo prendermi le mie responsabilità e capire come mai questi errori si sono ripetuti un po’ troppe volte. La risposta la trovo cercando di entrare nella testa dei miei calciatori.

DI FRANCESCO A MEDIASET

La Roma è rimasta al secondo tempo con lo Shakhtar. Non avete avuto reazioni…
Nel primo tempo abbiamo fatto una buona gara, sopratutto difensivamente. Nel secondo tempo dopo il gol siamo un po’ svaniti e questa è una cosa che ti fa preoccupare, ti fa penare e ti fa riflettere. Alla fine stiamo sempre a cercare alibi su un discorso fisico che io non condivido perché ci siamo allungati mentre nel primo tempo siamo rimasti sempre compatti e abbiamo avuto delle occasioni, sì importanti, ma senza qualità negli ultimi 20-25 metri. Nel primo tempo però, dal mio punto di vista abbiamo fatto una buona gara.

Questa è la quinta sconfitta in casa, sta suonando qualche campanello d’allarme?
Ovviamente. Non possiamo essere tranquilli e contenti del risultato di oggi, non tanto del momento che è passato ma del campionato in generale. Ci aspettavamo un’altra partita ma più che altro un’altra prestazione, sopratutto nel secondo tempo. La squadra si è disunita e mi meraviglio di questo e sono dispiaciuto per il risultato ma sopratutto per la prestazione. Ma ripeto solo nel secondo tempo, nel primo il Milan ha fatto pochissimo, sono stati ordinati e noi magari abbiamo creato qualche occasione pericolosa ma con poca convinzione. Sul primo gol era una situazione sulla quale avevamo lavorato e preparato perché loro la facevano spesso siamo scappati un po’ in ritardo sulla palla giocata su Kessiè e dovevamo difendere meglio l’area di rigore.

Questa squadra difetta un po’ di personalità nei momenti del bisogno?
La sensazione che abbiamo avuto oggi è questa. Sto riguardando il gol e mi accorgo che ci siamo abbassati troppo velocemente in partenza. Ci siamo fatti sorprendere con troppa facilità su un gol che alla fine è un episodio e che ha cambiato un po’ l’andamento della gara, ha dato la forza al Milan e ci ha un po’ disunito ma questo non deve accadere. Dobbiamo avere la forza anche di saper reagire.

La scelta di Schick era dovuta ad una condizione non ottimale di Dzeko o per le sue caratteristiche?
Sì per le caratteristiche che potevano mettere in difficoltà la difesa del Milan. È stato bravo in alcune situazioni, meno in altre perché si apriva un po’ troppo per essere una prima punta. Doveva lavorare più vicino ai due centrali. Ha fatto qualche buona giocata ma in generale non ha inciso quanto avrebbe dovuto. Dovevamo dare un po’ di riposo fisico e mentale a Edin che ha giocato tantissimo e con la presenza di Schick mi sarei aspettato un po’ di fantasia, di pericolosità e di profondità ma cosi non è stato. Non è assolutamente una bocciatura per il ragazzo anche perché tutta la squadra nel secondo tempo è calata e questo non può accadere se vogliamo essere grandi e se vogliamo passare il turno di Champions come è successo un pochino a Kharkiv dove dopo il gol preso ci siamo un po’ spenti. Questa è una responsabilità che mi devo prendere io, devo cercare di farla superare ai ragazzi perché non possiamo più permetterci passi falsi così.

La squadra è stanca dopo la Champions?
Potrebbe anche essere ma ho cambiato alcuni giocatori. Nella turnazione che ho fatto ho cercato di portare diversi giocatori a fare due partite e non tre. Fisicamente nel secondo tempo ho avuto la vostra stessa situazione e questa cosa mi preoccupa. Nel primo la squadra ha retto benissimo il campo, abbiamo recuperato molti palloni nella metà campo del Milan ma abbiamo avuto poca lucidità negli ultimi venti metri, nell’ultima giocata come invece ha fatto un po’ Suso, giocando una palla di qualità. Ci è mancata un po’ di cattiveria ma lo diciamo spesso e sembra che stiamo cercando delle giustificazioni. Dobbiamo stare zitti e lavorare e basta.

Sente di avere la fiducia della squadra e della società?
La domanda mi piace e non mi piace. Come tutti gli altri allenatori quando ci sediamo su una panchina siamo in discussione. È giusto farsi delle domande perché l’allenatore è il principale responsabile quindi mi sento sempre in discussione.

Cosa succede a Nainggolan?
È uscito con un brutto trauma, senza un dente e gli girava un po’ la testa. Avevo bisogno di dare una scossa alla squadra attendo un attaccante in più perché avevamo anche un po’ smesso di lavorare bene come nel primo tempo. Radja non sta attraversando il suo miglior momento da quando è a Roma ma abbiamo bisogno di lui perché un giocatore che può fare la differenza che ha delle caratteristiche importanti. Prima mi chiedevate del modulo, adesso mi chiedete sempre di Radja. Non dipende come avete visto dal sistema di gioco ma dagli atteggiamenti e dalle sensazioni e oggi purtroppo ne ho avuto la conferma.

DI FRANCESCO A SKY

Vedendo questa partita così insufficiente, si può arrivare ad una sentenza? E’ una squadra con dei limiti?
Invece dobbiamo chiedere di più. Non si cercano alibi per le prestazioni, io sono il primo responsabile. La squadra ha fatto bene nel primo tempo, magari sbagliando le scelte negli ultimi metri. Nel secondo tempo siamo calati, divisi in due tronconi cosa che non è successa al Milan. A Charkiv è successo la stessa cosa. Dobbiamo lavorare dal punto di vista mentale e pensare anche a passare in Champions.

Colpa del collettivo o dei singoli?
Il calcio è sempre collettivo. L’attenzione nella partita viene a mancare, non è volontario ma siamo al di sotto delle nostre possibilità. Poi è ovvio che calino anche le individualità. Oggi il Milan ha fatto la differenza con una giocata di Suso e con una bela azione di Cutrone.

Cosa doveva fare Manolas per evitare il gol di Cutrone?
Manolas deve anticipare la giocata e correre verso la porta.

Non è riduttivo dire che si è fatta una bella partita solo perché il Milan non ha fatto un tiro in porta nel primo tempo?
Nel primo tempo abbiamo fato molti tiri in porta, la mia analisi è legata alla differenza tra il primo e il secondo tempo. Poi io vedo delle cose e tu altre. Non stiamo dimostrando di essere una grande squadra, ma se tu dici che lo siamo allora la colpa è mia che non lo stiamo dimostrando.

Ci si aspetta di più dalla Roma…
Io mi sento responsabile, ma non punto il dito contro nessuno dei miei. Poi si faranno delle analisi interne. Parli di intensità ma poi cali nel secondo tempo. Ma l’intensità si prende nell’allenamento.

E’ questo il problema?
Gli allenamenti sono molto intensi, ma forse non riusciamo a riportarla in campo per un problema mentale. A Udine è stato il contrario. Ho un metodo con cui a Sassuolo ho avuto tanti risultati e l’intensità la si raggiunge anche con gli stimoli che dà l’allenatore, per questo sono responsabile.

Oggi ha funzionato tutto poco…
Non ho detto che fisicamente non ci siano dei problemi. Ci alleniamo in un certo modo ma non lo riportiamo in partita. Poi se tu dici che Perotti porta palla a tutto campo vuol dire che sta bene fisicamente, poi è sbagliato che porti palla.

Questo cambio tattico con il 4-2-3-1? Tu hai sempre portato avanti l’idea del 4-3-3…
L’ho fatto per avvicinare un giocatore all’attaccante e per motivare i miei giocatori. Sposto un uomo di 10 metri ma non cambia la mentalità. Anche stasera c’era il desiderio di andare a prendere l’avversario nella propria mtà campo, ma dopo il gol siamo svaniti. Il Milan ha fatto meglio di noi sotto tutti i punti di vista, la sconfitta è giusta.

DI FRANCESCO A ROMA TV

Cosa non è andato oggi?
Tutto, anche quando eravamo in partita nel primo tempo nelle scelte finali c’è stata poca qualità e poca determinazione. C’è stato equilibrio nella gara, specie nel primo tempo, dove però non siamo stati bravi a sfruttare le occasioni. Non posso dire che ha funzionato qualcosa, faccio fatica.

Nel momento di difficoltà la squadra non reagisce…
E’ così e non è la prima volta, ho tante domande da farmi e devo capire come risolvere questo problema mentale, non solo fisico. Va cambiato qualcosa, non posso pensare che la squadra possa uscire con questa facilità dalla partita, al di là dei sistemi di gioco.

Hai una visione corretta del momento?
Dare una risposta pubblica è difficile, è un dato di fatto che siamo usciti dalla partita. Io devo rivederla anche dal punto di vista tattico, ma anche fisico. Diventa un problema di testa, un timore di non so cosa. Abbiamo preso gol su una palla su cui abbiamo lavorato in questi giorni, conoscendo la qualità del Milan. Questa palla cambia la dinamica di una gara, perché era equilibrata. Siamo stati distratti con tanti giocatori importanti. Io devo prendermi le responsabilità, insieme ai giocatori e insieme dobbiamo uscire da questo momento capendo qual è la soluzione migliore. Non parlo solo di cambiamenti tattici, si può fare confusione, ma di cambiamenti intelligenti che possono essere altri. In questo momento se non si riesce a mettere in pratica sensazioni e stimoli si deve agire in un’altra maniera.

Cosa dirai ai giocatori?
Rischiamo di buttare tutto all’aria, nonostante sia stato ultimamente un lavoro non fatto benissimo dal punto di vista delle prestazioni, perché le abbiamo alternate. Siamo qua a dire determinate cose, non c’è continuità. SI deve lavorare fortemente per restare nella partita in ogni modo, e io devo parlare con questi ragazzi e capire quali sono i problemi mai venuti fuori. I ragazzi sono convinti di quello che propongo, ma non ho chiesto di allungarci. Sono situazioni da limitare, non perdendo la connessione. Oggi abbiamo perso di vista il concetto di calcio.

Sta pensando a un compromesso per la causa generale?
L’ho sempre fatto, anche il fatto di aver cambiato modulo. Cercheremo di modificare anche altro, siamo questi. Se no la cosa più facile è mandare via un allenatore ed evitare discorsi. Dobbiamo essere bravi a uscirne, c’è ancora la possibilità terzo posto così come quella di passare gli ottavi in Champions. Non dobbiamo buttare tutto all’aria.

Quando manca la serenità si fa fatica…
Nel caso di Pellegrini, la linea del Milan scappava ed era in difficoltà. Non si può calciare in porta da soli, e Lorenzo che ha le capacità, doveva imbucare una palla importante sul taglio di Under. Lui ha anche riposato, quindi è proprio questione di lucidità mentale.

Ora una montagna da scalare…
Sì, è una montagna, ma bisogna avere la forza di scalarla recuperando le nostre energie, abbiamo le possibilità per farlo. Se dico che ormai la squadra è questa non c’è niente da fare e non ci sono concetti, non è così. Una squadra che gioca 50 minuti ottimi in Champions e poi perde ti illude, fa capire che è capace a far accadere di tutto.

DI FRANCESCO ALLA RAI

Roma spenta, poche idee e ritmo e basso. Che cosa è successo?
Sì la squadra nel primo tempo è andata ad aggredire gli avversari conquistando spesso il pallone nella loro metà campo ma ha sbagliato nelle scelte finali. Siamo andati poco in profondità con il desiderio di avere sempre la palla sui piedi e questo ci ha penalizzato, poi il Milan ci ha segnato alla prima opportunità e ne abbiamo risentito.

Lei ha scelto Schick al posto di Dzeko a inizio gara. L’ex Sampdoria è ancora fermo a zero gol in campionato, ha tirato molto poco in porta. L’impressione è che non abbia i movimenti del centravanti…
Per me è un giocatore che va costruito, è giovane. Ha la capacità di giocare prima punta, ma tende ad aprirsi troppo nel 4-3-3 andando quindi a togliersi la possibilità di andare a coprire l’area di rigore. In questo deve migliorare, ma è un giocatore dai mezzi tecnici importanti. Oggi non possiamo parlare di prestazione negativa di Schick, direi che la Roma compreso il suo allenatore non è stata all’altezza nell’insieme generale. La responsabilità è di tutti.

Tenere fuori De Rossi, Dzeko e Florenzi è un segnale che voleva mandare alla squadra?
Il fatto di tenere fuori questi giocatori è stato per fargli tirare il fiato. Hanno tante partite alle spalle, compresa una lunga trasferta europea con molte ore di volo e quindi ho voluto mettere un po’ di freschezza per andare a ricercare qualcosa che poi comunque ci è mancato. Il turnover l’ho sempre fatto anche con risultati importanti, in questo momento magari no e dobbiamo ritrovare quell’unione di squadra, che ci fa saper soffrire insieme. Oggi invece è successo tutto il contrario.

La squadra è molto in difficoltà, non sarebbe meglio chiedere qualcosa di più ai giocatori più esperti nonostante siano stanchi?
Questo discorso l’abbiamo fatto anche in passato e le sconfitte sono arrivate lo stesso. La freschezza a volte può fare la differenza come altre volte è successo in passato, non credo mettere uno o due giovani in più possa determinare il risultato. E’ un mio pensiero anche perché certi giocatori, come Nainggolan, hanno sempre tirato la carretta e oggi magari non hanno reso al meglio. Per di più lui ha preso una botta e ha perso un dente. gli girava la testa ed è stato condizionato. Nelle ultime partite l’ho messo dietro la punta come faceva nell’anno precedente, ma come vedete non è un discorso di moduli o numeri è un discorso di saper affrontare determinate situazioni a livello di squadra.

Qual è il vero problema della Roma in questo momento?
Dobbiamo ritrovarci ed essere bravi ad analizzarlo insieme. Devo responsabilizzare i giocatori più importanti, ma è la capacità di tenere alto in ritmo in tutte le partite. Anche in Champions per me abbiamo fatto 50 minuti ottimi e poi siamo stati a gestire qualcosa che non aveva senso. La nostra forza è stata quella che ci ha permesso di passare da primi del girone, ma abbiamo ancora possibilità e tempo. Dobbiamo ritrovarci e fare analisi, il problema è partito dalle partite precedenti alla sosta e faccio fatica a trovare delle risposte. Devo guardare negli occhi i miei ragazzi e insieme dovremo riuscire tutti a dare quel qualcosa in più perché ci stiamo creando troppi alibi.

State faticando a causa di una mancanza di costruzione di gol semplici, dettati cioè da una costruzione di gioco che viene meno contro le squadre forti?
Paradossalmente i numeri dicono questo. Non andiamo mai a fare un gol semplice, con la voglia e la determinazione di andare ad attaccare la porta. Leggere le situazioni da gol e avere più determinazione sicuramente ci manca e dobbiamo lavorarci. Ora i processi li dobbiamo subire, dobbiamo stare zitti e lavorare, dobbiamo solo ritrovarci e in primis io devo ricompattare il gruppo.