Il Tornatora

Di Francesco: “Alisson è uno dei migliori portieri in circolazione. Under ha grandi mezzi tecnici, teniamocelo stretto” – VIDEO

di Redazione

Eusebio Di Francesco, allenatore della Roma, al termine della gara in casa dell’Udinese ha rilasciato alcune dichiarazioni. Queste le sue parole:

DI FRANCESCO IN CONFERENZA STAMPA

Oltre alla vittoria cosa c’è di positivo?
Credo che sia la prestazione più convincente delle ultime vittorie. Abbiamo concesso poco agli avversari, pressando e stando costantemente nella metà campo degli avversari. Abbiamo attuato molta pressione, e i due gol sono avvenuti da due riconquiste palla nella loro metà campo. Questo deve essere il nostro marchio di fabbrica, la squadra è anche mancata fisicamente nell’ultimo periodo ma oggi abbiamo avuto grande continuità, anzi siamo finiti in crescendo, questo è positivo.

Cosa manca per vedere la Roma brillante di inizio dicembre?
Credo che le vittorie aiutano, ma la squadra mi è piaciuta. Abbiamo creato tanto come in passato, e prima non si faceva gol, ma il volume di gioco c’era anche nelle gare precedenti. La differenza sta in quello che abbiamo concesso agli altri. Con questo sistema di gioco potrebbe capitare di farci sorprendere troppe volte tra le linee, ma nell’interpretazione generale la squadra sta crescendo. Dobbiamo ancora migliorare se vogliamo ambire a passare il turno in Champions e ad arrivare terzi in campionato.

Un giudizio su Alisson? A che livello è nel panorama mondiale?
Su un fallo laterale abbiamo preso un’occasione assurda, ma oltre alle parate lui ha una grandissima presenza e personalità. Credo che in questo momento sia uno dei migliori portieri in circolazione e di questo siamo molto contenti.

DI FRANCESCO A MEDIASET

E’ tornata la Roma?
Vedevo la squadra in crescita da alcune partite. C’è stato un periodo difficile ma con il lavoro, la pazienza e la costanza abbiamo ritrovato meccanismi e certezze. Credo che i 5 gol ci abbiano fatto bene sotto tutti i punti di vista.

Under è un fattore che sposta?
E’ normale che serve la giocata di un singolo per vincere le partite, ma è venuta con l’idea di gioco, il pensiero di lavorare insieme e con la pazienza. Abbiamo creato tante situazioni per far male al di là dei tiri in porta. La capacità di trovare il momento giusto e il nostro atteggiamento tattico possono concedere ma poi ci danno indietro qualcosa.

Il modulo 4-2-3-1 sta funzionando…
Sta funzionando la filosofia, l’idea è la stessa ma è cambiato il vertice, che invece che alto è basso. Qualcosa concedi nelle ripartenze con poca copertura davanti la linea difensiva. I ragazzi avevano fatto bene col 4-3-3 poi ci siamo un po’ appiattiti, non riuscivamo a dare quello che avrei voluto. E’ stato un cambio mentale e tattico. Ci abbiamo lavorato perché non sono abituato a mandare in campo squadre senza che sappiano quello che devono fare ed è un valore aggiunto per la squadra, non un indebolimento.

Dovete migliorare nei cross e nella scelta dell’ultimo passaggio?
Sì, sono d’accordo. Adesso stiamo usando più verticalità, non voglio che la squadra vada sempre in ampiezza ci sono dei momenti in cui serve andare in verticale. Non mi piacciono i cross dalla trequarti messi tanto per essere messi per un giocatore come Dzeko che ha determinate caratteristiche, ma ricevere certe palle non è la sua forza. In Europa e in Italia i difensori attuali raramente non sono bravi di testa. Al di là del gesto tecnico, va migliorata la scelta.

Che idea ti sei fatto di Under? I carichi di lavoro sono cambiati?
La scelta è stata oculata ed è legata alle tante partite importanti che abbiamo. Il rischio di andare al di sotto c’era, abbiamo osato qualcosa ma era giusto farlo per ridare intensità. La squadra ha finito sempre in crescendo, dobbiamo migliorare nell’approccio alla gara, oggi l’abbiamo fatto meglio ma possiamo dare qualcosa in più. Under deve migliorare nelle scelte, a volte mette la testa giù e non vede, ma da quando è arrivato gioca più di squadra che individualmente, i mezzi tecnici sono incredibili la capacità e la forza che ha è che si sa preparare il tiro con grande velocità di esecuzione.

Le dichiarazioni di Spalletti l’hanno amareggiata?
Non devo dare risposta e ho cose più importanti a cui pensare. Abbiamo la Champions che è una partita delicata, devo spendere energie nervose e fisiche per la mia squadra e basta, il resto lascia il tempo che trova.

Che percentuali di passaggio avete in Champions League?
Dobbiamo essere bravi a sfruttare la loro pausa e il ritmo differente. E’ una squadra che davanti ha qualità veramente importanti nell’uno contro uno e nell’attaccare la porta, è insidiosa ma noi non dobbiamo cambiare atteggiamento, dare continuità a questa identità e il desiderio di andare ad attaccare gli avversari. Dobbiamo lavorare insieme, cosa che ultimamente abbiamo fatto in maniera alternata, ci siamo spesso allungati.

Non è meglio Schick rispetto a questo Dzeko?
Poi quando segna tutti cambiano idea. Patrik è veramente forte e interessante ma rispetto a Edin ha avuto meno continuità negli allenamenti e nella conoscenza di quello che voglio io. Edin anche oggi si è messo a disposizione della squadra, magari poteva ottenere cose più importanti o far gol, ma a me sta piacendo la sua predisposizione nei confronti della squadra.

DI FRANCESCO A SKY

La vittoria più simbolica delle tre?
Avevamo una squadra fisica davanti, oggi noi siamo cresciuti tantissimo. Sapevo che saremmo arrivati a fare gol, come spesso sucede abbiamo sprecato molto, ma con Under abbiamo trovato un ragazzo fantastico. Teniamocelo stretto.

Under è diventato completo…
Con i giovani, come sempre, ci vuole pazienza. La prima cosa è la disponibilità del calciatore, lui ha sempre lavorato per ritagliarsi degli spazi. La crescita passa dagli allenamenti e lui lo ha sempre fatto con serietà, ancora meglio quando è tornato dalle vacanze e se l’è meritato.

Gran gol…
Grande preparazione del tiro, nasconde il calcio fino all’ultimo. Con il lavoro è riuscito a migliorare, staccandosi dall’avversario e accentrandosi. Poi deve migliorare nelle scelte, ma fa parte della crescita.

Avete creato tanto e concesso zero. I due gol nascono da pressioni ultra offensive da parte degli attaccanti. Squadra sempre alta e compatta, non facile in un campo così difficile…
Devo dire che lo abbiamo fatto in passato meglio che nell’ultimo periodo, oggi lo abbiamo ritrovato. La differenza la fanno gli attaccanti in questo. Oggi volevo togliere il giro palla a Danilo levando ampiezza ad una squadra che gioca a 5, poi siamo cresciuti anche fisicamente perché il mio calcio è dispendioso. Oltre alla qualità abbiamo bisogno anche di continuità fisica.

Il prossimo step è aumentare il ritmo in casa?
Può essere, anche se abbiamo sempre fatto bene magari raccogliendo meno. Oggi la cosa che mi è piaciuta è la compattezza. Abbiamo sempre giocato nella loro metà campo con tanto pressing, lo stiamo ritrovando e di questo sono molto felice. In casa si, dobbiamo ritrovare il giusto ritmo, deve essere un nostro vantaggio.

Quando disse che gli altri vincevano tirando con un tiro solo a chi si riferiva?
Lascio le interpretazioni. Ed è un pregio, perché noi non ci riusciamo. Il riferimento poteva essere a chiunque, ma era legato alle capacità di capitalizzare, come successo alla Juve a Firenze. Non è un difetto, ma una qualità.

Niente paragoni della Roma di un anno fa…
Assolutamente no, la Roma di un anno fa ha fatto benissimo e non posso far altro che togliermi il cappello.

DI FRANCESCO A ROMA TV

Terza vittoria di fila, la Roma si è mostrata solida…
Devo dire che siamo cresciuti, ci mancava questo punto di vista. Non abbiamo avuto mai continuità in una prestazione, oggi invece ho visto una squadra con equilibrio giusto e ha creato tanto. Ha concesso anche pochissimo agli avversari.

Segnale positivo dal punto di vista fisico?
La pressione costante l’abbiamo fatta anche noi, ogni tanto abbiamo lavorato male coi mediani ma per il resto siamo stati bravi a recuperare palla, i gol sono venuti da due pressioni fatte bene. Gli attaccanti hanno avuto maggiore determinazione nell’attaccare gli avversari.

Oggi poco movimento senza palla in alcune occasioni?
Non è che possiamo prendere che si faccia con troppa continuità, ma condivido. E’ stato fatto in alcuni momenti poco, ma quando ci siamo applicati sono state create situazioni importanti. Paradossalmente l’abbiamo fatto meglio del finale, ma andava fatto con maggiore costanza.

Cosa bisogna fare per proteggere Under in questo momento?
Inutile che lo dico, verrà giustamente esaltato perché si è guadagnato le prime pagine. Il lavoro sta a me e all’ambiente attorno a lui, per fargli capire che deve lavorare con umiltà senza stare troppo a leggere e sentire le cose attorno. Credo che in questo momento sia la normalità, sta a noi tenerlo coi piedi per terra.

Si vede qualcosa di diverso in fase offensiva?
In alcuni momenti si poteva verticalizzare prima, però è una crescita. La differenza è al contrario, abbiamo creato sempre tanto concedendo tanto. Questa volta siamo stati bravi nelle fase di pressione sugli avversari.

Lo Shakhtar? Mette paura sulla velocità…
Una squadra che sa quello che vuole, ha un’identità e capacità di giocare dal basso. Dobbiamo togliere le linee di passaggio, loro hanno giocatori forti dalla cintola in su. Sapendo che sono 180 minuti la gara d’andata va giocata con grande intelligenza.