Il Tornatora

De Vito ora rinuncia al Riesame, può tornare in aula a fine mese

di Redazione

Marcello De Vito, al momento ai domiciliari, è in attesa del processo che lo vede imputato per corruzione e traffico di influenze sull’affaire dello Stadio della Roma. A fine settembre potrebbe occupare la casella di presidente dell’Assemblea capitolina, perciò è tutto nelle mani della procura. I magistrati possono optare per l’immediato cautelare, scelta da esercitare prima della scadenza della misura. Una vicenda giudiziaria che si intreccia con la politica, De Vito sarebbe già in grado di occupare il posto di numero uno del consiglio dopo il 20 settembre, dopo essersi accertato che la sospensiva prefettizia sia venuta meno. Gli avvocati hanno comunicato di rinunciare ad un nuovo responso da parte del Riesame, nella speranza che i pm non vadano verso l’immediato cautelare e forti della decisione della Cassazione che ha segnato un punto a favore della difesa del politico. La Cassazione sottolineava che per il gip la prova di corruzione di De Vito era nelle parole di Parnasi, ma gli ermellini, non convinti, ritengono che dalle sue parole emerge l’intento di accreditarsi con il Movimento, ma che non hanno “il valore confessorio di un patto corruttivo”. Lo scrive il Messaggero.