de rossi

Il polpaccio suo e le gambe intorpidite di molti tra i compagni d’azzurro gli hanno accorciato il Mondiale. Come riporta l’edizione odierna del Corriere dello Sport, Daniele De Rossi ha diritto a trenta giorni di riposo contando dal rompete le righe della Nazionale. Probabilmente ne sfrutterà qualcuno di meno, ma neppure si lascerà prendere da smanie di generosità. A parte la naturalissima nausea da calcio che prende nei giorni successivi alla triste fine di un’avventura, De Rossi ha la testa lucida e si rende conto di essere atteso da una stagione ad altissima tensione. Più difficile di quella appena conclusa, nella quale pressoché insopportabili erano state solo l’estate e l’ansia dell’inizio.

Avrebbe voluto lasciare Roma sentendosi un po’ responsabile e un po’ ingiustamente accusato del fallimento del 2013. Le offerte dall’Inghilterra non sono arrivate in tempo, E’ dovuto rimanere. Alla prima partita è arrivato il gol, l’unico stagionale, che ha seppellito il passato.

De Rossi, sadicamente chiamato Capitan Futuro anche adesso che sta per compiere 31 anni, è destinato a diventare il capitano del presente. Intanto non ha mai lasciato alla deriva la squadra così come la squadra non lo ha mai scaricato fuori bordo, cosciente che il suo ruolo di diga mobile davanti alla difesa e dentro di essa non è simulabile da altri.