Il Tornatora

De Rossi in conferenza stampa: “Non sono insostituibile. L’addio di Pirlo mi dispiace”

di Redazione

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Queste le parole di Daniele De Rossi in conferenza stampa in vista della partita della nazionale contro la Costa Rica:

Sul suo ruolo di insostituibile: “È un concetto sbagliato, soprattutto dopo una partita, pensare questo di me o di un altro giocatore, anche perché ci sono altri 2-3 giocatori che possono ricoprire il mio ruolo. Questi titoli non mi interessano né mi piacciono tantissimo, mi interessano solo i punti”.

Sull’addio di Pirlo alla Nazionale:“Dieci-dodici anni passati con lui in Nazionale, anche in camera insieme, ti segnano, a maggior ragione se penso che l’ultima partita di questo Mondiale potrebbe essere l’ultima che giochiamo insieme”.

Sui social network “Non li uso pubblicamente. Utilizzo profili con un nome diverso su Facebook per condividere e comunicare con la mia famiglia ed i miei amici. Pensate che ci sono molti fake: ieri uno ha messo all’asta la mia maglietta della gara contro l’Inghilterra, ma non ero certo io…”

Sulla partita con il Costarica: “Un po’ dobbiamo temerlo: ci vuole una paura sana, per una squadra che ha sorpreso tutti contro l’Uruguay. Nessuno poteva pensare che avrebbe avuto un risultato così netto contro una squadra fortissima. Oltretutto giochiamo alle 13, in un clima che sarà più difficile da sopportare per noi che per loro, che sono più abituati. Li troveremo carichi, perché hanno vinto. Se avessero perso 3-4 a zero li avemmo potuti sottovalutare, così, invece, non accadrà”

Sul modulo: “Non è vero che non si potrebbe fare senza di me. Forse Thiago Motta è meno dinamico e meno esplosivo di me, però ha più classe, è più regista, quindi anche lui potrebbe giocare anche al mio posto. È un mediano difensivo, come abbiamo visto anche al Psg, di livello assoluto, tra i più forti del mondo. Noi come la Spagna del tiki-taka? Magari! Sono stati una delle cose belle che il calcio ci ha dato negli ultimi anni. La nostra è un’invenzione del mister, che ha provato di capire quali sono le caratteristiche dei suoi giocatori. Secondo me diventa interessante anche in vista del clima perché giocatori fisicamente incredibili vanno a due all’ora. Si fa veramente fatica ad alzare il ritmo, quindi tenere la palla quando fa caldo è più facile che andarla a prendere dai piedi degli altri”.

Su se il centrocampo italiano è il più forte del Mondo: “Penso che sia esagerato, perché abbiamo vinto una partita sola e magari il risultato della Spagna può distrarre dall’effettivo valore dei giocatori. Noi abbiamo un centrocampo forte da tanti anni e questo, in particolare, mi sembra uno di quelli più ricchi di giocatori con piccole sfaccettature diverse, che si possono completare bene”.

Sul fatto che stecca sempre la seconda partita del Mondiale: “Sicuramente non prenderò un altro rosso, perché, dopo tanti anni, quello contro gli Usa, rimane l’unico rosso che ho preso in Nazionale. Spero, e sono convinto, che si possa raggiungere un virtuale passaggio del turno, battendo il Costarica: vincendo, metteremmo una seria ipoteca sul passaggio del turno”

Sul gruppo azzurro: “Siamo giocatori che giochiamo insieme da una vita: ci conosciamo e si creano legami importanti. È normale che il campionato ci metta gli uni contro gli altri, ma è altrettanto normale che, quando ci ritroviamo in Nazionale, chi ti è stato contro fino a un mese prima, diventa il primo compagno da difendere. Spesso e volentieri il gruppo in Nazionale si rivela un gruppo di amici ed i frutti si raccolgono anche a livello calcistico in campo”

Sulla visita dei bambini: “Siamo stati accolti benissimo, c’è una cordialità unica. I vari Pirlo, Buffon e Balotelli erano felicissimi e i bambini ti trasmettono un entusiasmo unico, si preannuncia il Mondiale più bello e gioioso di sempre, sperando che non succedano altri scontri al di fuori. Qui ci troviamo da Dio”

Sulle partite alle 13: “È un problema molto più vicino di quanto pensiamo: non c’è bisogno di andare a scomodar e la Fifa per vedere gente che pensa più agli interessi delle ti piuttosto che alla salute dei calciatori che allo spettacolo. Basti pensare che noi, in Italia, giochiamo alle 21 di gennaio, magari con temperature sotto zero e campi ghiacciati. Accettiamo questo, fa caldo per tutti, sia per noi che per i nostri avversari, ed andiamo avanti”

Sui tanti gol segnati: “Le squadre sono tutte all’altezza, tutti hanno imparato a giocare a calcio, quindi si sono organizzate, magari, a Italia ’90 trovavi un Costarica che aveva solo giocatori semi dilettanti, mentre adesso giocano in Grecia ed in Olanda. Si fanno più gol, ma non è che le partite finiscono 8-0: sono aumentati i gol, ma non perché ci sono squadre meno forti o meno organizzate”

Su che squadra lo ha colpito di più: “È facile dire l’Olanda, perché ha giocato contro una delle squadre più forti del Mondo e ha vinto in maniera roboante: hanno impressionato sia per il risultato che per la compattezza. Non oso immaginare cosa avrebbero fatto se avessero avuto anche Strootman”

Su dove arriverà l’Italia: “Dopo una sola partita, sarebbe sbagliato parlarne. Secondo la stessa logica, potremmo dire che la Spagna non farà un gran Mondiale, ma io penso esattamente l’opposto. Tante volte, chi vince il Mondiale, è chi zoppica di più nelle prime partite”.

Sul ritiro isolato: “Io sto bene così: quando si prepara un torneo così importante, non sono che si entusiasma per gli allenamenti a porte aperte. A me non dispiace riuscire a preparare una partita con il silenzio, senza giornalisti. Qui usciamo, abbiamo a dieci metri lo spogliatoio a due minuti il campo: è la situazione ideale, una delle migliori in assoluto che abbia mai trovato”

Sull’obbiettivo minimo della Nazionale: “Sarebbe mediocre dire un obbiettivo minimo, soprattutto da uno che il Mondiale l’ha vinto, pur senza partir da vincitore, l’obbiettivo è il solito: l’Italia deve cercare di arrivare almeno in semifinale”

Su come si sarebbe trovato Totti in questa Nazionale: “Ha saputo trovarsi bene, e far trovare molto bene i propri compagni, sia in squadre molto tecniche, sia in squadre un po’ più fisiche. Credo, però, che, in questo caso, avrebbe trovato qualcuno in condizione di fare il fenomeno, perché libera con facilità i propri giocatori di qualità”

Sul time out: “L’anno scorso a Recife si moriva, quindi credo che il time out possa essere accettato da entrambe le squadre, per un discorso di buonsenso. Poi, magari, noi, a quaranta gradi, soffriamo più di uno che è nato e cresciuto in Costarica, ma il caldo ci sarà per entrambi”

Su Pirlo: “Lo definirei un esempio e credo che l’affetto che raccoglie fuori dall’Italia lo riceve anche perché in tutti questi anni non ha mai sbagliato un comportamento: non protesta, non simula, e elegante e questo lo avvicina alla gente. Sarebbe bello salutarsi da compagni al Maracanà con la Coppa in mano”

Sulla possibilità che smetta con la Nazionale: “Non ho una data di scadenza: mi sento ancora forte e giovane e questa stagione mi ha dato ancora più convinzione nei miei mezzi e nella mia condizione fisica. Finché la potrò onorare, questa maglia me la terrò il più stretta possibile”