De Rossi: “Lascio il Boca per stare vicino alla famiglia, ma nessun problema serio. Continuerò a lavorare nel calcio”

di Redazione

Daniele De Rossi lascia il Boca Juniors. L’ex bandiera della Roma ha parlato in Argentina, paese nel quale stava giocando con il Boca Juniors, per spiegare in conferenza stampa le ragioni di una decisione tanto importante quanto inaspettata. Dopo le sue dichiarazioni, ha ricevuto dal club di Buenos Aires una targa rappresentativa ed è stato nominato ambasciatore europeo del club. Queste le sue parole da gianlucadimarzio.com:

Nessuno, né io né la mia famiglia ha problemi di salute, niente. Voglio solo tornare dalla mia famiglia che mi manca e penso che questa sia una decisione comprensibile a 36 anni. Dico addio a un club che mi è entrato nel cuore ma anche a tutta la mia vita finora, al mio sport. Sono triste, avrei voluto giocare altri 10 anni. Sicuro continuerò a lavorare nel mondo del calcio, non so ancora con quale ruolo. Nessuno pensava che avrei potuto amare un club così tanto dopo che Roma è stata la mia vita. Non c’è mai stato alcun problema qui al Boca, né con i compagni, né con la dirigenza. Continuerò a essere sempre parte del Boca e chissà, magari le nostre strade si incontreranno di nuovo. La gente che ho incontrato qui in questi mesi ha trasformato questa esperienza in qualcosa di magico, anche più di quanto mi aspettavo. Hanno accolto me e la mia famiglia come fratelli. I compagni qui mi hanno sempre rispettato. Dal primo all’ultimo giorno. Voglio mandare un’immagine positiva dell’Argentina, da questo popolo c’è tanto da imparare. Un pezzo del mio cuore resterà qua. Ho vissuto qualcosa di importante che resterà dentro di me, anche se sono stati pochi mesi. Ho iniziato a pensare a questa situazione intorno a ottobre, spesso mi svegliavo di notte e non riuscivo a dormire. Mi sarebbe piaciuto giocare a calcio anche a 50 anni. Quelli che sono stati i miei compagni qui ora diventano amici. Ho avuto una carriera bella, ho giocato contro i più forti del mondo. Ma la carriera di un giocatore finisce un giorno. Soffrirò un po’ a guardare le partite di calcio, ma questa è la vita di un calciatore. Il ricordo più forte del Boca? L’abbraccio con ogni compagno oggi, l’incontro con Maradona e con tanta altra gente, la gente che inneggiava al Boca dopo la sconfitta col River con le lacrime agli occhi. Questa è un’immagine che non dimenticherò mai”.