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Corriere dello Sport – D’estate sboccia lo stadio

di Redazione

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Chissà di chi è questa squadra, chi decide chi viene e chi va, a chi ha pagato il conto Baldini dopo due anni di risultati sfioriti, a chi rispondono i potenti di oggi, da Zanzi a Sabatini. In verità a leggere i contratti e i patti sociali i dubbi sembrerebbero immotivati: la cordata bostoniana guidata da James Pallotta ha in dote il 60% delle azioni non sul mercato e con questa quota la responsabilità di tutte le iniziative manageriali e della gestione della società; mentre la banca Unicredit possiede il 40% con diritto di veto solo sulle operazioni più costose. 
D’ACCORDO – Siccome però la banca fornisce credito ai soci americani la faccenda non è così semplice. (…)Per il momento le due anime della Roma sembrano filare non d’amore ma d’accordo, a prescindere dalle delusioni. L’addio di Franco Baldini non ha distrutto l’armonia, anche perché se Unicredit intende vendere le proprie quote o parte di esse, come aveva annunciato al momento della spartizione, ha tutto l’interesse a far crescere di valore il prodotto. Idem se decide di non vendere affatto.

Per questo adesso la banca si è messa a remare nella stessa direzione degli americani lungo la rotta che porta al nuovo stadio. Indiscrezioni fanno pensare che Unicredit abbia sospeso la ricerca di acquirenti nell’attesa del nuovo impianto della Roma. Che non è più un castello di sabbia né un progetto scritto sull’acqua. Nelle ultime settimane i passi avanti sono stati significativi.  Lo ha certificato anche il sindaco Gianni Alemanno, e va bene che di questi tempi sulle dichiarazioni dei candidati va calcolata la tara da campagna elettorale: «La partenza effettiva dei lavori è più vicina. Ad agosto dovrebbero arrivare i disegni definitivi. L’area individuata è quella di Tor di Valle» . La cosa procede, con tutte le difficoltà che il pantano burocratico italiano propone.

 

Gli americani hanno stabilito uno scadenzario piutosto preciso e contano perfino di rispettarlo. Entro la fine dell’estate, l’agosto di cui parla Alemanno, presentazione del progetto. All’inizio dell’estate del prossimo anno avvio dei lavori. All’inizio della stagione 2016-17 inaugurazione. Due anni sarebbero appena sufficienti per costruire materialmente lo stadio che l’archietto Dan Meis ha in testa. E’ un impianto innovativo e costoso (sui 250 milioni di euro) e soprattutto completo.(…)

 

TECNOLOGIA – Lo stadio della Roma, come già ampiamente raccontato, dovrebbe possedere una capienza di 55.000 spettatori, richiamarsi all’identità storica della città, somigliare in qualche modo al Colosseo (viene da temere il peggio, ma di solito Meis ha buon gusto nell’inventare questi pastiche) e avere addirittura una parte della struttura in pietra. Farcita di tecnologia però, dagli scanner facciali al riconoscimento automatico dei posti.  Molti ritengono che non sarà mai possibile realizzare alcunché di simile. Noi ci limitiamo ad aspettare i fatti. Ma consentiteci almeno di sperare che la Roma ci riesca.
Corriere dello Sport – M.Evangelisti