Il Tornatora

Coric: “Forse un giorno sarò come Strootman. Il ruolo? Per la Roma giocherei ovunque”

di Redazione

Prosegue il diario di viaggio negli Stati Uniti di Ante Coric, centrocampista croato, arrivato in estate dalla Dinamo Zagabria, che descrive le prime esperienze con il suo nuovo club mentre gioca nell’International Champions Cup del 2018 negli Stati Uniti.

“Ovviamente il risultato contro il Tottenham non era quello che volevamo, ma non penso che dovremmo dargli troppo peso. Abbiamo provato a fare delle cose, abbiamo studiato un sacco di giocatori per capire come stiamo andando tutti così avanti in pre-stagione e abbiamo creato delle occasioni. Personalmente, visto che sono stato in campo nel secondo tempo, pensavo che tutto sommato avessimo giocato bene. Ovviamente il risultato è quello che è, ma penso che non spieghi correttamente come è andata la partita. Dal punto di vista personale, penso di aver fatto abbastanza bene, specialmente perché sono passati alcuni anni da quando ho giocato contro una squadra davvero grande come il Tottenham. Non ero nervoso, ma prima che iniziasse la partita sentivo decisamente l’attesa, la tensione – avevo di nuovo la pelle d’oca. Ho davvero tante volte la pelle d’oca. Prima della partita mi guardavo intorno, pensando: “Wow, grazie a Dio, voglio giocare a calcio”. Ma una volta iniziato non sento altro che concentrazione. Mi sono detto: ‘Dai Ante, inizia a giocare.’ Ho parlato con il Mister il giorno prima della partita. Mi ha detto: ‘Voglio che giochi a sinistra in attacco, è un problema?’ Dissi: “Anche se gioco subito, non c’è problema! Io gioco per la Roma, giocherò ovunque!’ Poi mi ha parlato un po ‘di ciò che avevo specificamente bisogno di fare, il che mi ha aiutato molto. Perché in Croazia ho giocato in quel ruolo, ma in una posizione più ristretta, non in alto a sinistra come vuole lui. Poi durante il match mi parlava anche molto. Mi stava sempre dicendo ‘Vai, vai, vai!’ per fare pressione sul difensore avversario. E ho bisogno di questo, per imparare a farlo ogni volta. Perché è così che giochiamo a Roma, in alto e con la pressione tutto il tempo. So che devo migliorare e voglio migliorare – forse un giorno sarò come Kevin Strootman! La partita è stata fantastica anche perché ho visto il nome sulla maglia per la prima volta. Ero davvero eccitato per questo, ho avuto di nuovo la pelle d’oca! Ciò che era sorprendente era che aveva anche l’accento sulla “C”. Non ero sicuro che sarebbe stato lì. Ho la maglietta nella mia stanza, è un’altra che terrò di sicuro”.

“Già non è facile con la lingua, di solito non leggo mai quel che la stampa dice su di me o sulla mia squadra. Non lo facevo nemmeno in Croazia perché ho avuto qualche problemino dato dal fatto che le mie dichiarazioni venivano riportate in modo sbagliato. La gente diceva che io ero arrogante a causa delle cose sbagliate che leggeva, mentre invece l’arroganza è proprio una caratteristica che non mi appartiene. Per me è stato un incubo: mi si può chiamare in tanti modi, ma non sono arrogante. La mia famiglia e i miei amici lo sanno bene, perciò, ha smesso di leggere i giornali, adesso le uniche cose che vedo sono su Instagram – con la gente che dice “Che bravo Ante Coric” o “Molto bene” nei miei post. L’altro giorno ho sentito che Kevin Strootman stava parlando di me, dicendo che io gli avevo detto che avrei voluto fare un tunnel a uno dei veterani ma poi mi sono tirato indietro. Ed è vero. In allenamento ho fatto dei tunnel a diversi compagni, pure a Javier Pastore – ma non ci sono rimasto bene. Gli ho chiesto subito scusa, è un grande giocatore e lo rispetto tantissimo e poi mi sono detto “Basta, non farlo più”. Perché in campo è come un riflesso: quando penso in un lampo a come saltare l’avversario, a volte il tunnel è il modo migliore, ma dopo un paio di volte mi sono detto basta – questi sono grandi giocatori che rispetto tantissimo, quindi è meglio perdere palla in allenamento piuttosto che dare una brutta impressione. Queste cose non le devo fare in allenamento, le devo fare in partita. Non mi ero reso conto che il presidente avesse speso parole di elogio per me alla radio l’altro giorno – beh, almeno non fin quando ho scritto questo diario – ma queste sono le cose che voglio sentire! Per me vuol dire tanto, e spero di meritarmi sempre più ammirazione in futuro.”

Martedì è stato pubblicato il calendario della Serie A, è un buon calendario, anche se è un po’ tosto. La prima sarà contro il Torino; l’anno scorso ho guardato spesso la Serie A e so che si tratta di una squadra forte e pericolosa, gioca un po’ come giochiamo noi, aggredisce e pressa e, forse, punta più sul contropiede. È una formazione molto pericolosa, ma non vedo l’ora che arrivi quel momento. Certo, prima ci sono Barcellona e Real Madrid, ma noi ci stiamo preparando al debutto in Serie A. Già vedere il calendario delle partite è una bella emozione, come sapere già quando andremo a San Siro o quando vivrò il mio primo derby della Capitale. Spero di farmi trovare pronto e di essere convocato per l’occasione e godermelo fino in fondo. Solo a parlarne mi viene la pelle d’oca! In generale, trascorriamo giornate sfiancanti, anche se abbiamo un po’ di tempo libero, specialmente dopo pranzo. Di solito mi piace dormire, ma facciamo anche delle cose divertenti, come la Sfida della Pallina da Tennis. Non sono andato benissimo, ma pensavo soltanto a divertirmi piuttosto che a fare un buon punteggio, facevo lo stiloso utilizzando l’interno del piede. Il calcio è bellezza e risultato, quindi, se l’avessi fatto in modo noioso sena rischiare, sarei arrivato facilmente a 80 o 90 palleggi, ma non mi interessava vincere. La sera, dopo cena, abbiamo un po’ di tempo prima del coprifuoco e io, Bianda, Kluivert e Schick di solito lo trascorriamo giocando a Fortnite o a FIFA. Diciamo subito che William non è un fenomeno a Fortnite, su FIFA se la cava abbastanza bene – certo, contro di me perde sempre, ma è bravino – ma Fortnite non fa per lui. Se sono il migliore a Fortnite? Non lo direi mai, come per il campo, sta agli altri giudicare. Forse dovreste chiedere a Patrik o a Justin, ma diciamo che forse potrebbero nominarmi. I giorni passano molto velocemente, la partita contro gli Spurs è stata un bello spettacolo e ora ci aspetta il Barcellona. Bellissimo, non vedo l’ora.”

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