Lazio-Roma – la conferenza stampa di Luis Enrique. Il tecnico spagnolo ha incontrato i giornalisti alle ore 12.30 a Trigoria in vista del derby di domenica sera (ore 20,45) allo stadio Olimpico.
PRESSIONE DERBY –
“Che è una partita speciale l’ho visto due mesi fa. Che è molto importante per tutti, tifosi, società e noi è normale. E’ il nostro grande avversario. Arriviamo al momento giusto e ottimo. Ho visto lavorare la squadra con l’atteggiamento miliore da quando sono qui. La Lazio è una squadra forte, ha 2-3 attaccanti molto bravi, di livello internazionale. Ma anche se si tratta del derby, non negozio il mio calcio: noi andiamo a fare la nostra ‘proposta’, la nostra partita. Proviamo a vincere perchè sappiamo che sarebbe importantissimo. Quando arrivano queste partite, l’importante è che i giocatori sentano la fiducia, settimane fa chiedevamo di arrivare in questo momento con due vittorie alle spalle. La gara è speciale, ma niente di incredibile. Il mio pensiero non cambia, e neanche il mio modo di lavorare. Non è una partita come le altre, lo so. Ma tre settimane fa mi hanno chiesto delle dimissioni. Non so cosa succederà. Non sono preoccupato se vinciamo o meno, ma sono preoccupato di fare tutto il possibile per vincere. Nel calcio non c’è futuro, ora c’è la Lazio, poi il Palermo. Il futuro non mi preoccupa. Se perdiamo il derby e vinciamo tutte le altre partite ci saranno le dimissioni? Non si sa mai. Questa è una partita importante e farò ancora di più per vincere,i tifosi me lo ricordano in ogni momento, anche quando vado al supermercato. Farò tutto quello che posso fare. Ma non sono preoccupato del mio futuro. E’ una partita speciale, senza dubbio. La Roma arriva a questa partita in ottime condizioni, sta migliorando il suo livello gradualmente. La Lazio è più ‘fatta’ di noi. Noi stiamo in un nuovo progetto, è una cosa diversa. Guardo sia la mia squadra sia l’altra squadra. Mi preoccupa Hernanes, Ledesma, Andrè Dias, la quantità di cross, la capacità goleadoria di Klose, mi preoccupa tutto dell’avversario, è il mio lavoro”.
TOTTI –
“Mi dispiace che non ci sarà Francesco, per noi è sempre importante, con la Lazio di più”.
PJANIC – “Pjanic è come gli altri calciatori che tornano dalla Nazionale, oggi si è allenato bene al 100%, è a disposizione, sono contento”.
RITIRO –
“Ritiro pre partita? Assolutamente no, le regole valgono sempre. Chi vuole rimane qui, ma non è obbligatorio”.
POLIZIA –
“Non ho chiamato, non so il numero. Però quando ci sono i calci piazzati ci sono cose che è meglio che non si vedano”.
LAMELA –
“Sono contento, si è allenato benissimo. Ricordiamoci che ha 19 anni, ma può essere molto importante. E’ pronto per entrare in campo”.
JUAN –
“Si sta allenando con noi da 3 settimane. Gago? Stesso discorso vale per lui e per tutti quelli che sono nella lista dei convocati. Vale un pò il discorso di Erik, l’anno scorso ha giocato senza allenarsi. Lui è un giocatore di livello altissimo, sono contento del suo impegno, il suo stato fisico è migliorato, sono contento per lui. E’ molto vicino. Domani vedremo”.
STEKELENBURG –
“Stekelenburg ha fatto tutta la settimana con noi, è pronto. Chances per Borriello? Chiaro, la stessa che hanno Borini, Bojann e Osvaldo. Ma ti manda Reja?”.
STATISTICHE –
“Non sono innamorato delle statistiche, ma penso a cosa posso fare di più per aiutare la squadra. Non mi metto nei panni dell’altro allenatore, penso a cosa posso fare io”.
KLOSE –
“In questo di partite, i giocatori sono molto più motivato. Mi piace che Klose ci sarà, che giocherà. Noi arriviamo in un ottimo stato, sarà una gara difficile, ma grazie ai nostri tifosi e all’atmosfera giocheremo il nostro calcio. Le loro diagonali sono molto pericolose, hanno queste qualità. Cerchiamo di fare questo lavoro, durante la settimana abbiamo lavorato per far fronte a tutto. La tattica? La lavagna è sempre magica, io non ho mai sbagliato sulla lavagna. E’ molto più importante controllare le emozioni, la testa, e non è facile visto l’ambiente che vuole vincere. Loro sono professionisti e devono saperlo fare”.
PIZARRO –
“Potrebbe fare il trequartista, ha la qualità di puntare, di fare l’assist. Può giocare anche come interno, ho una rosa ampia e ho ampia scelta. Mi piace questa situazione. E’ più difficile per l’allenatore avversario quando non sa come posso mettere in campo i giocatori”.
MODO DI GIOCARE –
“Continuo ad imparare ad ogni partita, allenamento, vedendo le partite degli altri. Non cambio il mio modo di giocare. La Roma ha bisogno di un’idea di calcio propositiva. Il mio obiettivo è ottenere il massimo dai miei giocatori. Continuo comunque a imparare ogni volta, tantissimo, ma non negozio con la squadra il modo in cui voglio giocare”.
RIGORISTA –
“Ci sono tante opzioni. Abbiamo 2-3 grandi rigoristi. Speriamo di avere questa situazione, però dobbiamo arrivare in area perchè succeda qualcosa di simile”.
TIFOSI E ABBRACCIO –
“Mi piace tanto il rapporto cje c’è tra tifosi e squadra. Adesso c’è sintonia, ma non so, la nostra panchina sta lontana, magari l’arbitro fa casino, ma mi piace avere questo rapporto con la tifoseria. Il campo nuovo? Ha un bell’aspetto, ci alleniamo bene lì”.
REJA –
“Io ho il massimo rispetto per gli allenatori, capisco che c’è una specie di freschezza a Roma, è bello. Ma ho il massimo rispetto per allenatori e calciatori, non parlo di questo”.
VIVERE ALL’OLGIATA –
“Non ho visto nessun giocatore, solo tifosi romanisti che mi dicono di vincere il derby. I laziali li ho incontrati, mi hanno fatto i complimenti. E’ una rivalità interessante, sana, davvero. E noi che siamo in una situazione di responsabilità dobbiamo trasmettere questo”.
SOCIETA’ –
“L’ho detto più volte, la società mi ha sempre sostenuto, mai ho percepito dubbi. Non è detto che non possa succedere in futuro, nel calcio non si sa mai, ma il compito dell’allenatore è pensare al presente. Non esiste il futuro. Il rapporto con i tifosi? Loro credono in questa squadra, mi incoraggiano di continuo”.
JOSE’ ANGEL –
“Ha 22 anni, ha dovuto cambiare paese ed adattarsi a tantissime situazioni. Siamo contenti del suo rendimento, deve ancora migliorare molto, è arrivato in un grande club, può imparare molto, deve avere la mente aperta per sfruttare al massimo questa esperienza indescrivibile, di vivere in una città e in un club unici. C’è concorrenza anche nel suo ruolo, anche se qualcuno pensa non sia così. La concorrenza è fondamentale”.