Il Tornatora

Chi cerca di giustificare è complice

di Redazione

Il Tempo (Nati il 7 giugno) – Finalmente, molti anni dopo la sua morte, Mario Merola ha trovato il suo erede. Magari il cantante-attore napoletano, nei suoi spettacoli, garantiva il lieto fine, il suo erede ha iniziato male ed ha finito peggio, restando travolto, quantomeno mediaticamente, dalla sua voglia di apparire, di stupire, di dimostrare urbi et orbi la sua smisurata potenza, parlando con voce stentorea in ogni ambiente pubblico. Tralascio le innumerevoli inesattezze con cui ha invaso le televisioni nazionali nel suo giro delle sette chiese, quello che però mi ha lasciato interdetto è una frase del suo discorso innanzi alla Sinagoga: dissociazione da qualsiasi forma di xenofobia, di antirazzismo e di antisemitismo. Chiaramente si è trattato di un lapsus, ma da un profondo conoscitore della lingua italiana e della madre lingua latina un errore del genere lascia intendere un momento di palese difficoltà. Forse è il prezzo per avere eluso il provvedimento della Giustizia Sportiva.

Da tifoso dovrei occuparmi di calcio ed in particolare della mia Maggica, lo so. Ma l’altra sera su Rai due ho visto un docufilm che mi ha fatto piangere come un vitello. Povera bambina, cui la barbarie umana ha impedito di diventare adulta ed oggi viene anche oltraggiata da un branco di imbecilli. Lo so, lo abbiamo visto anche in questi giorni, che l’imbecillità alberga ovunque, ma chi cerca di giustificare, spiegare, interpretare è complice o favoreggiatore ed in questo l’erede di Merola non c’entra niente. 1 a 0 contro il Crotone, due pali colpiti, siamo arrivati ad 11, ed un crociato rotto, siamo arrivati a 12. P.S. Continuo nella mia opera di sensibilizzazione verso i dirigenti della Roma per esorcizzare i propri calciatori, chiaramente colpiti da anatemi provenienti da non tanto sconosciuti nemici della proprietà. Forse ho trovato la persona giusta, Tiburzia da Pellocce. Per chi non lo ricordasse, la strega di Brancaleone alle crociate, interpretata da una splendida Stefania Sandrelli. Almeno l’attrice consultiamola