Corriere dello Sport (G. D’Ubaldo) –  Li conosce bene, ha visto crescere Daniele De Rossi e ha condiviso con Eusebio Di Francesco gli anni d’oro del terzo scudetto giallorosso. Vincent Candela è rimasto un inguaribile tifoso e gioca in anticipo per noi la sfida di domani tra Frosinone e Roma, in palio ci sono tre punti importantissimi per entrambi.

Vincent, si comincia a vedere la mano di De Rossi nella Roma?
“É ancora presto, ma già si è notato l’entusiasmo, il carattere di Daniele, la voglia che ha trasmesso a tutta la squadra, l’energia. Anche il modulo è cambiato, sicuramente più offensivo. Io sono favorevole a un calcio più propositivo, si è visto El Shaarawy con più convinzione, Dybala più davanti e meno dedito alla fase difensiva, il reparto arretrato a quattro, un Cristante che è tornato a inserirsi come faceva già a Bergamo”.

Da terzino sinistro campione del mondo e campione d’Italia che ne pensi di Angeliño?
“A me piace, quando uno è bravo tecnicamente non ha paura e non cerca il passaggio da 0-0, ma è presto per dare un giudizio definitivo. Si vede che ha un piede educato, è sempre propositivo”.

Di Francesco era partito bene, adesso attraversa un periodo difficile, con il nuovo anno ha collezionato cinque sconfitte in sette partite, anche a causa di molti infortuni.
“Ha cominciato veramente bene, con tanti giocatori nuovi giovani e promettenti, ha un gioco propositivo. Nell’ultimo mese ci sono stati diversi errori individuali, adesso sta lottando, ma ha qualità”.

La salvezza è alla sua portata?
“Può farcela sicuramente, non è facile, anche se serve carattere ed esperienza, ma penso che nei primi tre mesi è stato fantastico, stava a metà classifica. Bisogna ritrovare equilibrio, paga le assenze in difesa, gli mancano gli esterni, Eusebio chiede molto sulle fasce”.

Di Francesco è stato influenzato da Zeman, De Rossi da Spalletti. È giusto?
“A Eusebio piace tantissimo il metodo di Zeman, anche se lo interpreta a modo suo,
non copia, non fa parte della sua personalità. Anche Daniele si ispira molto a Spalletti, lo stima ma interpreta il calcio con l’intelligenza del grande centrocampista che è stato. Entrambi sanno cambiare qualcosa rispetto a quegli allenatori che sono stati loro maestri”.

Domenica per entrambi è vietato perdere.
“È una partita importante per tutti e due. Il campionato è lungo, questa seconda parte è fondamentale. Per noi, parlo per la Roma, è importante vincere queste partite, è importante per continuare a sperare nella Champions. Il mio amico Di Francesco sulla panchina giallorossa ha fatto grandi cose, è un grande professionista e ce la metterà tutta, ma in campo la Roma ha molta esperienza in più. Per il Frosinone sarà molto difficile”.

Entrambi hanno un carattere combattivo, in campo come in panchina.
“Daniele rappresenta la romanità, la voglia del guerriero romanista. Anche Di Francesco non è tenero, tutti e due hanno in comune la collaborazione e il dialogo con i giocatori, la coerenza. Parlano molto con i loro calciatori”.

La Roma negli ultimi tempi paga l’appannamento di Lukaku in campionato?
“Nelle ultime quattro partite, con Daniele in panchina, ha partecipato di più al gioco, si porta sempre due uomini dietro, ha aiutato Pellegrini e Dybala a inserirsi. Prima magari aveva due occasioni e andava in gol, ma ora sta facendo un grande lavoro. Non mi pare che ci sia un appannamento, adesso sta lavorando per la squadra, mentre prima la squadra lavorava per lui. Certo, un centravanti deve sempre fare gol, contro l’Inter ha avuto una grande occasione contro la migliore difesa del campionato. Non siamo abituati a vedergli fare certi errori, ma ci può stare che anche Lukaku sbagli”.

Nel Frosinone brilla la giovane stella di Soulé.
“È bravo, ha tanta voglia ed entusiasmo di farsi vedere come Kvaratskhelia quando è arrivato a Napoli”.

La lotta per non retrocedere è agguerrita.
“Spero che Salernitana e Cagliari abbiano più difficoltà del Frosinone, anche Verona ha alti e bassi, Di Francesco deve fare la corsa su queste squadre”.

Per la Champions la Roma è in ritardo.
“Roma e Napoli rischiano di restare fuori, l’Atalanta sta facendo cose straordinarie, il Milan difenderà il terzo posto. Speriamo possa bastare anche il quinto”.

Ci saranno tanti tifosi giallorossi sugli spalti allo Stirpe. La Roma si esprime meglio davanti al suo pubblico.
“Lo stadio del Frosinone è una bomboniera, anche i romanisti si faranno sentire. Saranno in tanti, è una trasferta comoda. Sarà una bella partita, con una bella cornice di pubblico”.