Il lunedì di campionato segna una svolta: la Roma perde in casa, la Lazio vince in trasferta. Ora il distacco è di un punto appena: Garcia, partito con dichiarate ambizioni di scudetto, rischia di perdere anche il secondo posto (e dietro incombono Napoli, Fiorentina e Samp); Pioli è lanciato verso un obiettivo al quale nemmeno lui pensava in estate. E’ un derby a distanza, il traguardo vale tantissimo: prestigio, denaro, prospettive. Come in ogni volata che si rispetti, chi arriva lanciato da dietro è favorito: oggi lo è la Lazio.
Molte volte abbiamo parlato degli errori di Garcia (una vittoria nelle ultime dieci partite di campionato, adesso è arrivata anche la prima sconfitta dell’anno) e dei meriti di Pioli (cinque successi di fila, una squadra spesso spumeggiante e bella). Ma è il momento di mettere sulla bilancia anche le scelte delle rispettive società, che certamente hanno contribuito a indirizzare i risultati attuali.
Come sa bene chi ci segue, spesso abbiamo plaudito i colpi di mercato di Sabatini che – dal Palermo a oggi, passando proprio per la Lazio – ha scovato più di un talento purissimo. Da gennaio in poi, però, il direttore sportivo della Roma ha sbagliato tutto. Allo stesso modo, non abbiamo mai risparmiato critiche a Lotito, anche di recente, vuoi per quanto ha combinato tra Lega e Federcalcio nel corso degli anni, vuoi per la sua incredibile incapacità di farsi amare dai tifosi biancocelesti. Stavolta, però, nella costruzione della squadra il presidente della Lazio ha azzeccato quasi tutto.
Rimangono misteriosi, almeno per noi, i motivi che hanno spinto Sabatini a rinunciare a Destro (uno che comunque era una sicurezza, benché scontento per le tante panchine) per rimpiazzarlo con due attaccanti tutti da verificare: Ibarbo, arrivato infortunato, e soprattutto Doumbia, pagato addirittura 14 milioni. Senza Castan, non sarebbe stato più opportuno investire su un bel difensore anziché prendere Spolli, uno da B? Sia chiaro, la Roma non è precipitata solo per queste scelte, ma anche per queste scelte.
Sabatini ha cambiato una squadra che volava: mossa azzardata. Lotito, suo ex datore di lavoro, non ha rivoluzionato un gruppo in difficoltà di organico, soprattutto in attacco per il grave infortunio di Djordjevic: mossa azzeccata. Anche se, in verità, il presidente della Lazio si è preso un bel rischio, perché gli è rimasto un solo centravanti, Klose. Lo ha messo sotto una campana di vetro, forse: se pure il fuoriclasse tedesco dovesse fermarsi, tutto si complicherebbe. Lotito ha incrociato le dita e ha invece preso un bel difensore centrale, Mauricio. Così la Lazio va meglio di prima.
Le immagini di Roma e Lazio, oggi, sono Iturbe e Felipe. Pagato quasi trenta milioni, l’argentino: impalpabile. Costato meno di un terzo, il brasiliano: strepitoso. Dietro Garcia che affonda e Pioli che vola c’è anche questo.
Corriere dello Sport – S. Agresti

