Il Tornatora

Repubblica.it – La “piaga” delle scommesse, processo anche ad agosto

di Redazione

I membri della commissione disciplinare (primo grado della giustizia sportiva) sono stati già messi in preallarme: questa estate niente vacanze, almeno sino al 10 agosto. Sì, perché i processi del calcioscomesse rischiano di non concludersi in luglio, tanti saranno i deferiti (per ora 22 club) nella prossima ondata, ma di protrarsi anche nei primi giorni di agosto. Con un problema serio per la Figc che a fine luglio deve dare all’Uefa l’elenco delle squadre iscritte alle Coppe. E se qualcuna è coinvolta nei processi? Che farà Giancarlo Abete? Uno scandalo di dimensioni enormi che tocca serie A, B e Lega Pro.

Non ci sono solo calciatori infedeli o avidi ma anche troppi che sapevano, sono stati zitti e si sono voltati da un’altra parte. “Una piaga che colpisce tutto lo sport, non solo il calcio, ma io ho fiducia nella Figc e nel lavoro di Palazzi e della procura”: anche Gianni Petrucci, presidente del Coni, sa che sarà una lunga estate di processi. Fatta salva la presunzione di innocenza, visto che sinora non è stato condannato ancora nessuno, è comunque evidente come quello che viene fuori dalle procure di Cremona, Bari e Napoli sia qualcosa di inquietante, che scuote alle fondamenta il mondo del calcio. E per fortuna che c’è la magistratura ordinaria che ha scoperchiato questo immenso pentolone: senza intercettazioni (a volte casuali, perché riferite ad altre indagini) mai avremmo saputo nulla. Il sistema è talmente omertoso, e inquinato dalla malavita, che il silenzio dominava.

Ma veniamo alla situazione sportiva. Ci saranno, come noto, due processi. Il primo avrà inizio il 31 maggio all’ex Ostello dalla gioventù al Foro Italiaco. In aula anche il 1° giugno, poi stop e possibile ripresa il 4 giugno (se servirà). Ma è probabile che serva visto che ci saranno stuoli di avvocati agguerritissimi pronti ad una valanga di eccezioni. Sentenza quindi verso fine giugno, dopo playoff e playout di B e Lega Pro: con soddisfazione di Andrea Abodi e Mario Macalli. Stefano Palazzi picchierà duro, risparmiando solo i “pentiti”. Possibili penalizzazioni da scontare la prossima stagione, senza andare così ad intaccare quella che si sta per chiudere. Anche perché i “reati” non riguardano questo campionato ma i precedenti e gli eventuali terzi interessati avrebbero le armi spuntate (avrebbero…). Seconda inchiesta: Palazzi, impegnando nel sostenere l’accusa al (primo) processo con il vice Mensitieri, la lascerà ad una squadra guidata da Piccolomini, Squicquero e Ricciardi, investigatori di lunga data che facevano parte già dell’Ufficio Indagini del generale Italo Pappa. In procura sono arrivate le carte (le prime) da Bari. Presto ne potrebbero arrivare altre da Cremona, dove in settimana sarebbero attesi nuovi fuochi artificiali. Più indietro Napoli, è possibile che l’inchiesta non venga chiusa entro l’estate: in questo caso Palazzi non potrebbe utilizzare i verbali di Gianello , l’ex portiere del Napoli. Qualche tesserato o qualche club potrebbe farla franca sino all’autunno. Ma la procura Figc, lo ricordiamo, non ha alternative: deve andare (sempre) a rimorchio della magistratura ordinaria e questo causa, purtroppo, a volte ingiustizie con chi viene condannato prima e con chi magari viene condannato dopo (o la scampa). Nel secondo filone potrebbero entrare molti club di A e anche tesserati eccellenti: ad esempio, il pool della procura dovrà sentire ancora Carobbio e molti altri calciatori, dopo le accuse che l’ex calciatore del Siena aveva rivolto nei confronti del suo club e del suo ex allenatore Conte. Parole tutte da verificare: ripeto, la presunzione di innocenza vale per tutti. Sino a sentenze definitive. Una mole di lavoro impressionante per la procura. Presto dovrebbe essere stilata una prima lista di nuovi interrogatori (sinora sono state già sentite 111 persone…).

I deferimenti forse a fine giugno, ma è più probabile che slittino a luglio, appena finiti gli Europei. E maxiprocesso, come detto, che si trascinerebbe sino ad agosto.
Repubblica.it – F.Bianchi