Brighi: “Non ero considerato da Luis Enrique, ora vorrei tornare a Roma”

Il centrocampista della Roma Matteo Brighi intercettato dalla redazione de Laroma24.it ha raccontato la stagione appena trascorsa a Bergamo con l’Atalanta con i sogni annessi per il prossimo futuro. Da Luis Enrique sino al prossimo allenatore che siederà sulla panchina della Roma senza perdere di vista gli altri club che gli hanno puntato gli occhi addosso.

 

Con Luis Enrique i nostri rapporti sono stati se non nulli, molto freddi. Il rammarico più grande è che non ho avuta nessuna possibilità per dimostrare di poter meritare un posto in questa squadra o quantomeno che in questa rosa avrei potuto essere un elemento utile. Di fatto ho notato poca considerazione: ho capito già dal ritiro che sarei stato messo da parte. E’ vero, ho fatto due amichevoli e una partita di Europa League, ma tutte giocando fuori ruolo e senza ricevere alcuna attenzione. Probabilmente non mi conosceva, oppure semplicemente non aveva interesse a conoscermi”.

Sono legato alla Roma fino al 2014. L’anno scorso sono andato a Bergamo con la formula del prestito secco, quindi di fatto il 30 giugno torno ad essere a tutti gli effetti un giocatore della Roma. Poi se rientrerò nei programmi del club di Trigoria, sarò felice di onorare quella maglia. Altrimenti cercherò una soluzione diversa. Quello che è certo è che non sarò mai un intralcio per la Roma.

Altre ipotesi al vaglio?
Preferirei rimanere a Trigoria, ovviamente. Poi se non dovesse andare così vedrò che altro fare. Ipotesi concrete non ce ne sono. Posso dire che uno dei miei più grandi estimatori è Daniele Pradè, che ora sta alla Fiorentina. Anche Ranieri mi ha impressionato molto come allenatore, mi ha dato fiducia e essere guidato di nuovo da lui sarebbe molto bello. Ma per il momento mi limito a pensare alle vacanze, sono in partenza per Miami. Poi finirò di curarmi per tornare a disposizione.

Se dovessi tornare alla Roma, chi vorresti vedere in panchina?
Io sono un giocatore, non posso scegliermi l’allenatore da solo. Se dovessi restare, vorrei uno che creda in me e che mi faccia giocare. Con Montella ho già giocato, e mi ero trovato bene. Mi affascina molto l’idea Zeman, perché sarebbe una cosa nuova. Poi ognuno ha i suoi pregi e difetti: l’importante è che chiunque venga scelto sia la migliore soluzione per la Roma.

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