Il Tornatora

Bertolacci: «Sono tornato e ora faccio gol. Roma più forte, ma il Genoa…»

di Redazione

La Gazzetta dello Sport (A.Ronch) – Ripartenza per due. Il Genoa a Crotone ha ritrovato il successo e il sorriso, contemporaneamente ad Andrea Bertolacci, tornato protagonista dopo una parentesi negativa che pareva averne offuscato il talento. Un Bertolacci diverso, rispetto a quello scintillante di qualche anno fa, ma più concreto, come il Genoa. A testimoniarlo ci sono le statistiche della Lega calcio. Andrea è stato il giocatore che ha recuperato più palloni; 6, e che ha corso di più: 12 chilometri e 131 metri. «I numeri — sottolinea — spesso dicono la verità. A Crotone si sono visti un Genoa e un Bertolacci diversi, soprattutto dal punto di vista della mentalità. Lo schiaffo ricevuto nel derby ci ha fatto capire qual era la realtà in cui dovevamo calarci e che quei 6 punti in 12 partite dimostravano che la situazione si era fatta complicata. Con Juric abbiamo fatto anche buone partite, cercavamo il gioco, ma qualcosa mancava, come ha detto lui stesso. Io ho vissuto le stesse difficoltà: inizio a fasi alterne e poca continuità. Nè io nè Juric siamo riusciti a esaltare le mie caratteristiche. Ora è arrivato Ballardini, che mi conosce e sa come valorizzarmi. A Crotone credo si sia ricominciato a vedere il mio valore, quello che voglio portare in questa squadra».

Servirebbero quei gol che l’hanno sempre contraddistinta. Nell’ultima stagione al Genoa ne aveva messi a segno sei.
«E’ il prossimo step personale che devo fare. Già in allenamento mi sono reso conto di essere più vicino al mio miglior rendimento. A Milano, per vari motivi, ho giocato poco. Non è così semplice ritrovare certi automatismi in fretta».

A Crotone il Genoa ha avuto un possesso palla ridotto, poco sopra il 40 per cento, rispetto alle sfide precedenti?
«A Crotone non era semplice: loro fanno dello stadio un fortino. Lo scorso anno con il Milan ci avevamo pareggiato, quest’anno la Fiorentina ci aveva appena perso. Con Ballardini abbiamo cambiato mentalità. Per il valore della squadra e per quello che avevamo mostrato in ritiro pensavamo di fare un campionato diverso, poi, quando le giornate passano e i punti non arrivano, ti rendi conto che stai entrando in una situazione complicata. Abbiamo capito che dobbiamo essere meno belli e più concreti. Ora dovremo diventare anche più cinici: sprecare occasioni, come è accaduto domenica, può costare molto caro quando insegui la salvezza».

Insieme a Ballardini lei si è salvato nel 2013 con il Genoa.
«In una situazione simile a quella attuale. Lui ha le stesse idee e convinzioni. Anche allora avevamo una squadra di qualità, che era entrata in un tunnel. Mi ha colpito quando ci ha detto di concentrarci su un’unica partita, senza pensare al futuro. E’ la mentalità giusta».

Soprattutto contro la Roma.
«Non dovremo farci condizionare dal pubblico che ci incoraggerà e ci spingerà avanti. Nonostante questo noi non dovremo vergognarci di essere poco belli».

In casa per ora è andata malissimo. Avete conquistato un solo punto.
«Incredibile. Qui il pubblico lo senti come da nessun’altra parte. Fa la differenza. Sempre. L’anno in cui arrivammo a meritare l’Europa la spinta dei tifosi ci fece vincere tante battaglie. La Roma è più forte, ma con la giusta mentalità e determinazione può succedere di tutto».

Come è avvenuto tante volte nelle sue 100 presenze nel Genoa.
«Che per me sono un grande orgoglio. Ho ricordi splendidi con questa maglia, penso alla prima salvezza con Ballardini, il campionato in zona Europa, i gol all’Atalanta e al Milan. Le imprese non sono mancate. Vorrei rivivere certe sensazioni con il Genoa, tornare a quel livello di rendimento. Del resto sarebbe anche la strada per ritrovare la Nazionale. Ma ora penso solo a sfidare la Roma».

Dove lei è cresciuto. Ora in più ci ritrova Di Francesco, suo ex allenatore, al Lecce.
«Dove accadde un po’ come qui con Juric. Aveva idee interessanti, giocavamo bene, ma eravamo poco concreti. Si vedeva che avrebbe fatto strada e così è stato, come dimostra in una grande come la Roma. Lo rivedrò volentieri, tra l’altro l’ultima volta, con il Milan, gli ho dato un dispiacere, procurandomi il rigore, poi trasformato da Bacca, che ci fece vincere in casa del Sassuolo».