CORRIERE DELLO SPORT (Jacopo Aliprandi) – C’è chi si ferma davanti al dolore e chi invece lo usa come carburante. Gianluca Mancini appartiene alla seconda specie. Maschera protettiva sul volto, naso sistemato chirurgicamente dopo la frattura rimediata contro l’Udinese, e una sola idea fissa: esserci. Contro il Cagliari, stasera, sarà titolare. Senza esitazioni. Con quella maschera nera alla Batman, o Batmancio, che sa di battaglia e di responsabilità. Per Gasperini è semplicemente imprescindibile.

Si è allenato dal giorno dopo l’operazione, stringendo i denti come un capitano silenzioso che parla con i fatti, ed è il simbolo perfetto di una Roma che deve ritrovare certezze. Ma soprattutto gol. Quelli che a Mancini mancano in campionato dalla scorsa stagione, da quel 18 maggio all’Olimpico contro il Milan. Un’eternità per uno che vive di duelli, di salti, di palloni sporchi trasformati in oro sulle palle inattive. Ed è proprio lì che la Roma deve crescere. Lo ha detto chiaramente Gasperini: “Forse abbiamo bisogno di crescere un po’ sul gioco aereo. Tante partite vengono risolte in questo modo”.

E allora ecco che il volto coperto di Batmancini diventa quasi un manifesto. Serve la sua testa, in tutti i sensi. In attacco, dove la Roma deve alzare la voce: 27 gol segnati, nono attacco del campionato. E in difesa, per evitare quegli scherzetti velenosi che arrivano dai calci piazzati. Lui è il leader indiscusso, quello che urla, che trascina.

Attorno a lui, una Roma che non dovrebbe regalare sorprese nella formazione titolare con tante assenze forzate. Quelle di Dybala, Koné, Hermoso, Ferguson, Dovbyk, Vaz ed El Shaarawy. In difesa, insieme a Mancini, ci saranno N’Dicka e Ghilardi, vista l’indisponibilità del centrale spagnolo. Sulle fasce Celik e Wesley a spingere e coprire, mentre in mezzo al campo Cristante ed El Aynaoui dovranno dare equilibrio e sostanza. Sulla trequarti fantasia e movimento con Soulé e Zaragoza, pronti a innescare Malen, terminale offensivo chiamato a trasformare il lavoro sporco in gol pesanti.