Il Messaggero (M.Ferretti) – Dopo il doppio confronto con il Barcellona, Max Allegri, comunque andranno le cose contro Messi e compagni, rinnoverà per la Juventus fino al 2020. Nessuno, negli ambienti vicini al club torinese, ha (più) dubbi: si andrà ancora avanti con il tecnico livornese, ingaggiato nell’estate del 2014. Questo significa dover depennare il nome di Luciano Spalletti dalla lista dei possibili/probabili sostituti di Allegri a Torino. Lucio quindi, ha ancora l’opportunità di restare alla Roma o di cercare fortuna altrove. Magari a Londra, sponda Tottenham, dove il suo amico Franco Baldini ha lavorato e tutti conosce. Ecco perché nelle chiacchiere degli addetti ai lavori si sussurra di uno “scambio” tra l’Italia e l’Inghilterra, con Spalletti agli Spurs e Maurizio Pochettino, portato al Tottenham (e poi ripudiato, però) dal solito Baldini, alla Roma. Tutto questo dando per scontato, è ovvio, che Lucio non sarà più sulla panchina della Roma. Per una scelta sua oppure per una decisione della società.

IL TESSITORE – Appare certo che sarà Baldini a decidere il nome dell’allenatore della Roma. Il motivo? James Pallotta si fida al 200% dell’ex consulente di mercato di Franco Sensi. E Monchi? Il nuovo ds, che ha un rapporto stretto con Baldini, ha tutto l’interesse a prender tempo, a capire bene dove si trova e come si lavora in Italia prima di assumersi la responsabilità in primis di scegliere il tecnico (Emery, soprattutto, e Sampaoli i suoi pupilli). Del resto, nell’estate del 2011 era stato proprio Baldini, e non l’allora ds Walter Sabatini, a prendere Luis Enrique. Anzi, va ricordato che in quel periodo l’ex dg non era ancora tornato ufficialmente alla Roma, ma lavorava da fuori Trigoria. Esattamente come sta facendo adesso da Londra. Riflessione: ma se neppure Baldini riuscirà a convincere Spalletti a restare (o a confermarlo?), vuol dire che le strade di Lucio (che piace, e non poco, a Fiorentina e Inter) della Roma sono irrimediabilmente destinate a dividersi.

RADIO LONDRA – La lontananza non impedisce a Baldini di tessere quotidianamente la tela giallorossa. Coltivando un obiettivo, Maurizio Sarri, che – probabilmente – metterebbe d’accordo tutte le correnti di pensiero che ci sono all’interno di Trigoria. Baldini parla, a voce bassa, del suo corregionale in termini entusiastici. Dato che Sarri è sotto contratto con il Napoli, si tratta di un obiettivo complicato assai se non fosse, però, che il suo rapporto con Aurelio de Laurentiis non è così solido. Questo, si sa, può voler dire poco e al tempo stesso tanto. Occhio, perciò… A Londra vive e lavora anche Antonio Conte, accostato alla Roma come post Rudi Garcia. L’ex ct azzurro sta rinnovando il suo contratto con il Chelsea forte di un’offerta di 11 milioni netti l’anno (si dice) dell’Inter; cioè, quasi il doppio di quanto gli dà oggi Abramovich. Per restare a Londra chiede gli stessi soldi che gli darebbero a Milano. Nel caso di Conte, la diplomazia anglo-toscana di Baldini potrebbe far poco, in chiave Roma. Al di là di tutto, una cosa appare inconfutabile: oggi il dirigente più potente, influente della Roma è Franco Baldini, «l’amico Franco» per dirla alla Pallotta. E che nessuno si senta offeso, come canta il principe De Gregori (amico di Baldini, il sindaco della Roma).