IL MESSAGGERO (Daniele Aloisi) – Da gennaio 2025 Wesley non si è praticamente mai fermato. Contro la Juventus ha toccato quota sessanta partite tra Flamengo, Roma e nazionale brasiliana. Ci ha messo poco, anzi pochissimo a conquistare l’Olimpico. La prima con la maglia giallorossa è stata da sogno grazie al gol vittoria contro il Bologna. Pian piano ha fatto capire a tutti perché Gian Piero Gasperini era andato su tutte le furie quando un anno fa saltò all’ultimo il trasferimento all’Atalanta. Partito nel suo ruolo naturale (a destra) si è ritrovato a sinistra causa emergenza. Ma il risultato non è cambiato, sembra che ovunque giochi faccia la differenza.
L’impatto con la Serie A è stato devastante per uno che di mestiere non fa l’attaccante: 4 reti, 1 assist (più uno in Coppa Italia) e il 14% di partecipazione alle reti totali. A Genova, però, sarà costretto a fermarsi. Il giallo preso domenica lo costringerà a scontare un turno di squalifica. Meglio saltare il Genoa che il Como avranno pensato in tanti, anche perché in mezzo alle due sfide c’è anche quella di Europa League contro il Bologna. Tuttavia l’allenatore romanista non è dello stesso avviso: in campo vanno i migliori e se può a Wesley – che ha sorpreso in positivo anche Totti – non rinuncia mai. Un po’ per l’importanza del giocatore, un po’ perché l’ultima volta che non è stato a disposizione le conseguenze sono state drammatiche, sportivamente parlando.
La gara in questione è quella col Cagliari: su quella fascia Palestra ha fatto praticamente tutto quello che voleva prendendosi gioco di Tsimikas prima e di Ghilardi poi. Anche ad Atene non è partito dal primo minuto e la partita è stata tutt’altro che positiva. Ma una volta entrato è arrivato il pari di Ziolkowski. Era andata meglio nel derby saltato per problemi gastrointestinali. In quel caso a sostituirlo fu Rensch, che si candida ad una maglia da titolare anche domenica.
L’olandese è una sorta di uomo misterioso, finendo spesso e volentieri nel dimenticatoio. A febbraio, per esempio, non ha giocato neanche un minuto tra Udinese, Cagliari, Napoli e Cremonese. Poi magicamente è stato schierato titolare contro la Juve strappando applausi. Addirittura c’è chi dice che con lui in campo i bianconeri non avrebbero segnato i due gol nell’ultimo quarto d’ora. L’ex Ajax si è visto pochissimo ma Gasp nelle grandi occasioni si è quasi sempre affidato a lui.
A Genova un’altra grande occasione, molto probabilmente sulla sinistra. A meno che Gasperini non voglia riproporre Celik nel terzetto difensivo con Tsimikas da una parte e l’olandese dall’altra. Dubbi da sciogliere nelle prossime per il tecnico che nel frattempo oggi passerà una giornata da professore: parteciperà ad un incontro con gli studenti di medicina dell’università Cattolica.



