Il Tempo (A.Austini) – Fuori dalla lotta Champions con dieci partite ancora da giocare: è giugno ma è come se fosse marzo, la Roma si è già arresa, il quarto posto è irraggiungibile, meglio guardarsi indietro in classifica e prepararsi all’Europa League che rimane l’ultima possibilità per tornare nella coppa più prestigiosa. Non accadeva da 15 anni, da quella terribile stagione 2004-05 con quattro allenatori ad alternarsi in panchina, che i giallorossi fossero già spacciati a questo punto del campionato. Nei primi due anni dell’era americana le cose non sono andate molto meglio, ma la speranza è rimasta viva per qualche turno in più. La sconfitta di San Siro ha sancito il de profundis, il bilancio dei giallorossi in questo strano e spezzettato 2020 è impietoso: 6 sconfitte in 11 partite, appena 16 punti fatti contro i 26 dell’Atalanta che era partita dietro. Così, il giorno dopo il «game over» di San Siro, Fonseca ha dovuto trovare le parole giuste per provare a dare qualche stimolo al gruppo, dopo aver chiacchierato da solo col plenipotenziario Fienga presente a Trigoria. In una giornata di umori tendenti al nero è arrivato però un bel sorriso: quello di Zaniolo, tornato a lavorare parzialmente in gruppo dopo l’operazione al ginocchio. Gli serviranno un paio di settimane per tornare disponibile, ma non è escluso che giovedì, nel giorno del suo 21esimo compleanno, Fonseca gli faccia un regalo e lo convochi simbolicamente per l’Udinese. La prima di dieci gare che serviranno ormai solo a difendersi dagli attacchi di Napoli (avversario di domenica), Milan e si spera nessun altro. Perché arrivare settimi significa dover giocare i preliminari di Europa League, ottavi restare fuori dalle coppe.