CORRIERE DELLO SPORT (Jacopo Aliprandi) – Un tifoso romanista lo ha raccontato sui social con ironia, ma dietro la battuta si nasconde un incubo autentico: “Stanotte ho sognato che Mancini, N’Dicka e Wesley prendevano un giallo contro la Cremonese. Mi sono svegliato sudato”. Altro che fantasia notturna, il rischio è concreto, perché un’ammonizione domenica e addio Juve. Un colpo che può cambiare la stagione. E allora chissà che anche Gasperini, in questi giorni, non abbia lanciato un’occhiata inquieta al calendario, immaginando l’eventualità peggiore, ovvero affrontare la squadra di Spalletti senza due terzi del pacchetto arretrato titolare.

Mancini, N’Dicka e Wesley sono diffidati. Tre nomi, tre pilastri, tre equilibri da preservare. Wesley alle prese con il trauma contusivo alla caviglia sinistra rimediato contro il Napoli, difficilmente partirà dall’inizio. Ma per gli altri due il pericolo è reale. C’era una volta il “giallo cercato”, quella vecchia furbizia da manuale sporco del calcio: meglio farsi ammonire prima, in una gara meno nobile, per pulire la fedina e presentarsi immacolati al grande appuntamento.

Una pratica antisportiva lontana anni luce dalla filosofia di Gian Piero Gasperini. N’Dicka e Wesley navigano in diffida da settimane. Così la spada di Damocle resta sospesa. Ma un passo falso può essere letale. Un suicidio tecnico proprio mentre si va a caccia della prima vittoria stagionale in un big match. E guai a sottovalutare la Cremonese. Non vince dal 7 dicembre, è vero – sette sconfitte e quattro pareggi – ma proprio per questo arriverà all’Olimpico con il coltello tra i denti. Squadra ferita, orgoglio vivo, partita da dentro o fuori. È qui che si annidano i cartellini sciocchi.

Gasp, quindi, studia le mosse. Mancini potrebbe rifiatare almeno all’inizio, a patto che Hermoso sia pronto a riprendersi una maglia da titolare. Wesley va verso la panchina, ma per i noti problemi fisici. N’Dicka è difficilmente sacrificabile, è troppo centrale negli equilibri per farne a meno. Preparazione doppia, dunque. Tecnica e mentale. E mentre anche la Juventus osserva – con Locatelli e McKennie a loro volta diffidati in vista del Como – la Roma si gioca una fetta di futuro in novanta minuti che valgono molto più di quanto dicano la classifica e il calendario.