Una gara da “man of the match”: Spinazzola si si presenta così a Mou

Corriere della Sera (G. Piacenti) – Nell’Italia guarderò principalmente i calciatori della mia Roma: Pellegrini, Cristante e Spinazzola“. Parlava così, qualche giorno fa, José Mourinho. Con Pellegrini rimasto a casa per un infortunio e Florenzi che fino al 30 giugno è da considerarsi un calciatore del PSG (ieri la Roma lo ha “dimenticato” in un post celebrativo sui social), di giallorossi in maglia azzurra ne sono rimasti solo due ed entrambi sono scesi in campo contro la Turchia (dove c’era l’altro romanista Cengiz Under).

Se però Cristante è entrato a risultato acquisito, Leonardo Spinazzola è stato celebrato da tutta Italia e dalla Uefa, che lo ha nominato uomo partita. Un’ottima prestazione che, dall’Inghilterra, avrà ammirato anche lo Special One.

Una bella soddisfazione per “Spina”, arrivata al termine di un periodo non facile in cui, per gli infortuni muscolari che gli sono capitati nella parte finale del campionato con la Roma, ha addirittura temuto di non farcela a recuperare per l’Europeo. Invece, grazie ad uno stile di vita quasi militare, a una cura maniacale per l’alimentazione e al lavoro fatto con un personal trainer, Spinazzola è arrivato prontissimo all’appuntamento più importante, superando nelle gerarchie di Mancini un vincitore della Champions come Emerson Palmieri.

Se in gran parte dell’Italia si sono resi conto del suo valore solo venerdì, a Trigoria ne avevano già viste parecchie di gare importanti come quella contro la Turchia, in cui ha messo in mostra il suo repertorio: accelerazioni e strappi improvvisi sulla fascia, cross da fondo campo con il sinistro o rientri sul destro, anche il tiro da cui è nato il gol di Ciro Immobile, quello del 2-0.

È felice, Spinazzola, ma anche infastidito dalle continue domande sul suo stato di salute (“Non capisco perché me lo chiedete sempre“, ha risposto in conferenza stampa), proprio alla fine di una stagione in cui ha collezionato il suo record personale di presenze: 39 (27 in Serie A, 11 in Europa League e una in Coppa Italia contro lo Spezia, gara poi decisa a tavolino) non le aveva mai fatte, nemmeno ai tempi d’oro dell’Atalanta.

 

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