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Tutto Promessi e niente debiti

di Redazione

Corriere dello Sport (M.Piccari) – Quando parte è terribilmente veloce, lui corre e non si ferma mai, in testa ha un solo obiettivo: diventare un grande calciatore. Il sogno deve essere ancora realizzato, ma a forza di correre il calcio si è accorto di Quincy Promes. L’olandese classe ‘92, nato ad Amsterdam, ma originario del Suriname, è l’attaccante che ha guidato lo Spartak Mosca, nell’ultimo campionato alla vittoria del titolo che mancava da 16 anni. Una stagione che ha acceso molto luci sul giovane talento del mister Massimo Carrera. Esterno offensivo rapido, tecnico ed esplosivo che può giocare indifferentemente sia a destra che a sinistra. Un’ala versatile, dotato di un dribbling ubriacante e quando punta gli avversari li lascia sul posto saltandoli come birilli, avversari che dopo essere stati investiti dal ciclone Promes soffrono spesso di forti mal di testa.

PROMESSI – Il ragazzo, cresciuto nel settore giovanile dell’Ajax, accarezza il pallone con entrambi i piedi; destro e sinistro senza distinzione grazie ad una tecnica sopraffina, accompagnata da tiro secco ed esplosivo. Caratteristiche chi gli hanno portato il soprannome di “ ProMessi”, al momento il paragone con il divino del Barcellona sembra eccessivo, quindi meglio accontentarsi della maglia numero 10. Promes, scaricato dall’Ajax a 16 anni perché non ancora maturo, passa all’Haarlem, società satellite dei lancieri, facendo vedere dei lampi di qualità che colpiscono il Twente che lo mette sotto contratto nel 2009. Nel frattempo prosegue il percorso di crescita nel settore giovanile (Jong Twente) dove ad allenarlo è Patrick Kluivert che lo nomina capitano e gli insegna come muoversi in area di rigore. Un incontro che lo porta a debuttare in Eredivisie l’11 aprile del 2012 contro AZ Alkamar, nella sua prima stagione però solo tre presenze. Il ragazzo in prima squadra trova poco spazio e nell’anno 2012-13 approda in prestito e in seconda divisione, agli Go Ahead Eagles. All’epoca il tecnico Erik ten Hag lo impiega come trequartista e mediano nel 4-2-3-1 e proprio giocando a protezione della difesa trova la sua prima rete. Un ruolo, quello del mediano, che Promes abbandona subito per giocare in attacco. Una scelta che lo porta a realizzare, con le aquile giallorosse 13 reti in 32 partite e a fine stagione viene eletto migliore giocatore. Il Twente lo riporta a casa e nel 2013-14 gioca titolare 31 partite, segnando 11 gol.

IN RUSSIA – Tanti club europei lo cercano, ma alla fine lo Spartk di Mosca per 11,5 mln batte la concorrenza. Quincy Promes in tre anni di Premir Liga segna 42 reti in 81 partite, un gol ogni due match. Il giovane olandese è stato determinante nell’ultimo campionato che ha portato il titolo allo Spartak, con i suoi 12 gol e 10 assist è risultato essere il miglior bomber e assist man della squadra. Il tecnico Carrera lo ha utilizzato come esterno d’attacco nel 4-2-3-1 e come seconda punta nel 3-5-2. Attualmente il giocatore è la stella del campionato russo, con il contratto in scadenza nel giugno del 2021. Nell’aprile del 2015 lo ha cercato la Juventus, mentre da gennaio del 2017 gli ha messo gli occhi addosso il Liverpool di Klopp. Lo Spartak si gode il suo gioiellino e attende l’offerta giusta partendo da una valutazione di almeno 25 mln. La Roma di Monchi ci pensa, del resto un jolly offensivo rapido, agile e veloce come Quincy Promes potrebbe essere il turbo del 4-3-3 di Di Francesco.