Totti, la firma sul futuro

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Il Messaggero (A.Angeloni) – La partenza per Abu Dhabi ha il sorriso stampato negli occhi di Francesco Totti. Le parole dei dirigenti della Roma, da Jim Pallotta in giù, lasciano capire che il nodo si sta sciogliendo. Non quello relativo all’anno da calciatore, quello sì, superato quasi di slancio nella trattativa tra le parti. Ciò che resta in discussione è il futuro da dirigente. Francesco non è convinto di ciò che gli è stato offerto. La firma arriverà appena messe a posto alcune situazioni, sì anche economiche, perché questo succede quando si negozia un accordo. L’accordo è accordo su tutto, anche sul lato economico. Ciò che è successo nei primi giorni di questa settimana ha un po’ scavalcato il confine, si era ridotto tutto a una pura questione di soldi. Se è una questione di soldi riguarda tutti, Francesco e la società.

De Rossi un po’ di anni fa, dopo il rinnovo di un contratto, disse che era sua volontà guadagnare più possibile e della società risparmiare il più possibile. Tutto nella norma, dunque. Ma Totti non ne ha fatto solo una questione economica: ha solo voluto rinegoziare il vecchio contratto (firmato) da dirigente. Dirigente che vuol dire? Niente. Il ruolo è indefinibile, va da quello che gira con le forbici per tagliare nastri di inaugurazioni varie a quello che decide le sorti di una società, dal punto di vista tecnico a quello finanziario. Totti vuole sapere cosa andrà fare dopo il calcio. Lui ha manifestato l’intenzione di ricoprire un ruolo tecnico. Che abbia a che fare con questioni operative/calcistiche: consigliare un calciatore, vederlo giocare, convincerlo a venire nella Roma. Una specie di direttore tecnico. Lo ha fatto da giocatore (le telefonate a Buffon le ricorderanno tutti), può farlo nel post calcio. Insomma, se un giocatore viene chiamato da lui ha una valenza. Quindi un ruolo operativo, per qualcuno – a Trigoria – anche ingombrante. E’ chiaro che più il compito è oneroso e meno rispecchia il vecchio accordo da seicentomila euro a stagione. Problema economico? Fate come volete. Si discute la durata, sei anni sono pochi.

OTTIMISMO – Totti vuole sentirsi più coinvolto nel futuro: dieci, quindici, a vita come Zanetti. Se ne parla. Totti ha ammesso anche di aver fatto una piccola richiesta, sembrerebbe riferirsi alla composizione di uno staff che sappia lavorare al suo fianco. Insomma, il capitano non vuole fare l’uomo immagine, ma lavorare per la Roma. Davvero. «E’ una situazione scorrevole. Ci sono degli aggiustamenti da fare, il suo contratto è articolato e riguarda anche la sua seconda vita. Non ci saranno problemi, nessuno ne vuole. Sarà tutto fatto in pochissimo tempo», Sabatini ha ribadito il concetto ottimistico. Nessuno vuole problemi, dice. Il ds ha anche specificato che non si tratta solo di un problema di soldi. Gli ha fatto eco Totti stesso, poco prima di imbarcarsi per gli Emirati, dove la Roma domani sarà impegnata in amichevole contro l’Al Ahly (ore 18 italiane, all’Hazza Bin Zayed Stadium di Al-Ain). «Non è mai stato un discorso economico e mai lo sarà. Non mi convince il ruolo che mi hanno proposto, gli ho fatto solo una semplice richiesta, però la valutiamo insieme. Non ho mai parlato di soldi. Mai». Si attende l’arrivo di Pallotta per la fine. Lieta.

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