Tor di Valle, entro fine mese revoca del pubblico interesse

Il Messaggero (A. Catarano) – L’operazione Tor di Valle ha i giorni contati. Entro la fine di giugno, infatti, la Roma si attende che l’assemblea capitolina approvi la delibera di revoca del pubblico interesse dell’opera varata dalla giunta Raggi il 28 maggio. L’iter prevedere ancora due passaggi, il primo in Commissione urbanistica, poi lo sbarco in aula. C’è tutto il tempo perché su progetto cali il sipario entro la fine del mese: è una volontà comune, del club e dell’amministrazione.

D’altronde, gli elementi a favore della revoca dell’interesse non mancano. Partendo da una constatazione che ribalta il punto di vista di Eurnova, che di questo progetto è il soggetto proponente: la società che la prossima settimana dovrebbe passare da Luca Parnasi all’imprenditore ceco Radovan Vitek, è venuta meno a degli obblighi fondamentali in questi mesi. Garanzie fideiussorie, documentazione, chiarimenti sulla proprietà dell’area e sulla trattativa di vendita della società.

E oltretutto appare del tutto legittima la copertura normativa del provvedimento di revoca: anche qui, diversamente da quanto sostiene Eurnova nella lettera di diffida inviata al Comune, il Comune agisce sulla base della vecchia legge sugli stadi, la celebre 147 del 2013, che pur essendo stata superata da una versione che non contempla più l’obbligatorietà dell’accordo con la società sportiva utilizzatrice dell’impianto, resta in vigore fino al 2023. 

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