Spalletti: «Sbagliai a tornare»

Corriere dello Sport (G.D’Ubaldo) – A San Siro la Roma riparte dopo aver perso per 26 ore il secondo posto a vantaggio del Napoli. Luciano Spalletti ha portato la squadra giallorossa a vincere tutti e quattro i confronti di questa stagione con le milanesi, non accadeva dal 2006/07. Ma non riesce ad essere sereno neppure dopo questa grande vittoria, per la quale ha i suoi meriti. Il tecnico affronta il tema Totti con il nervo scoperto. Nel dopo partita si parla molto del mancato ingresso in campo del capitano. Spalletti si sente accerchiato, preferirebbe raccontare l’importante vittoria di San Siro: «Mi dispiace di tutto questo. Se tornassi indietro, non verrei mai ad allenare la Roma. Partiamo da qui. Io l’avevo detto il primo giorno che son venuto. Sono stato offeso tutte le volte che ho fatto entrare Totti per cinque minuti e stasera perché non l’ho fatto entrare. A Palermo non è entrato perché aveva mal di schiena, poi telefona a Chivu, telefona a Bergomi. C’è qualcosa che non torna. Noi lottiamo per andare in Champions, c’è da vincere in tutti i modi la partita».

CHIARIMENTO – Gli chiedono cosa significa dire che non sarebbe tornato ad allenare la Roma: «E’ sempre la stessa storia, è da due anni che è così. Non so come fare. Mi dispiace perché Francesco è veramente un calciatore che ti fa vedere la qualità che ha. Tira delle lasagne in allenamento che mette sempre all’incrocio dei pali. Su Totti basta mettersi d’accordo, si fa una cooperativa, delle votazioni e metto in campo chi vogliono gli altri… Se lo metto cinque minuti dite che lo prendo per il c…». E’ chiaro che le parole di Spalletti («non tornerei mai a Roma») confermano che il tecnico è orientato a lasciare a fine stagione.

RISCOSSA – Intanto la Roma è tornata a vincere, dimenticando la delusione del derby: «Questa squadra ha buone qualità, ma il risultato doveva essere chiuso prima. Se non avessimo segnato il terzo gol ho dubbi che saremmo riusciti a vincere la partita, per quella che è la tensione di questa squadra di dover vincere. Stasera è stata allungata la serie di vittorie in trasferta. Questa è una squadra che ha fatto numeri importanti. Non sempre ha giocato un calcio fatto bene, però ha fatto tanti numeri. Ha perso partite fondamentali che ci fanno male. Passi momenti particolari in cui il rischio di andare un po’ in depressione c’è. Dopo il 2-0 e il gol loro, abbiamo rischiato di prendere ancora gol in pochi minuti. Non è mai una partita chiusa o tranquilla. Per cui tornando a Totti fai un ragionamento e dici: cosa gli posso dare in cinque minuti? Se avessi saputo del rigore… Sul 3-1 loro hanno continuato ad attaccare, Salah aveva fatto fatica. Siamo stati costretti a rincorrere nella nostra metà campo e ho scelto così».

APPLAUSI – Fa i complimenti ai suoi giocatori per questa vittoria che pesa: «Ci siamo allenati bene tutta la settimana. Difendere avanti è più facile. Domenica scorsa abbiamo difeso andando indietro, invece a Milano abbiamo fatto bene. Si poteva anche chiudere nel primo tempo. Poi però buttano una palla dentro e rischi di ribaltare la situazione. Non dico che con Totti in campo avremmo preso tre gol, però vanno fatte tutte le valutazioni, compresi i test atletici in allenamento». Si parla solo di Totti dopo questa vittoria che rimette in corsa la Roma: «Io so quello che devo fare io. Con la società ho parlato il primo giorno e abbiamo parlato di cose chiare. Le cose si sono allungate. Ho risposto in tutte le maniere ma il risultato è sempre lo stesso: la gente che attacca lo striscione e voi lo fate vedere. Non so come fare, mi dispiace non averlo fatto giocare, lo avessi saputo prima lo avrei messo». E’ una situazione che Spalletti sente molto: «Sapete che significa una gestione nello spogliatoio con lui che non gioca? Sono andato a dirgli di mettere in chiaro quello che deve essere il suo ruolo. Invece lui vorrebbe giocare, secondo me». Anche i giornalisti milanesi lo costringono a tornare a parlare di Totti: «Quando l’ho fatto giocare contro il Villarreal non si è toccato palla e mi sono preso la responsabilità delle scelte. Quando sono tornato pensavo che fosse stata fatta chiarezza con lui e invece ancora parliamo di lui. Significa che non sono stato bravo a farmi capire. Ho visto prendere gol in dieci minuti e li ho anche presi. Siamo rimasti in corsa per il secondo posto contro la squadra che gioca il più bel calcio d’italia. Noi invece siamo un punto avanti e abbiamo fallito…», chiude con amara ironia. Infine risponde a una domanda a bruciapelo sul suo futuro: «Ci penso altri due giorni».

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