CORRIERE DELLO SPORT (Giorgio Marota) – Ogni mattina, a Trigoria, un fisioterapista si sveglia con un obiettivo che sembra una missione: fare in modo che il dolore all’interno coscia dia tregua a Mati Soulé. La Joyita è ormai scesa a patti con la pubalgia, e con quel ricorrente fastidio che sembra averlo preso di mira. Da dicembre convive con le fitte e ogni giorno dedica tempo alla cura dei dettagli che potrebbero evitarle. Anche ieri ha svolto un lavoro personalizzato, mentre una parte della squadra disputava il test contro l’Atletico Lodigiani.

La pubalgia nei calciatori è causata principalmente da un sovraccarico dovuto a microtraumi ripetuti, tipici di scatti, cambi di direzione e tiri, insomma la specialità di un attaccante. Così Matias va gestito. Gasp qualche volta l’ha utilizzato in corsa, in altre circostanze lo ha sostituito prima del previsto. È come se Soulé fosse un gioiello raro, da trattare con cura. La Roma, in fin dei conti, lo ha sempre considerato tale: i 30 milioni spesi (bonus inclusi) per portarlo via dalla Juve e i sondaggi rispediti ai mittenti nelle ultime due sessioni di mercato, in arrivo dalla Germania e non solo lo dimostrano. Dortmund e Galatasaray si sono informate sul suo conto, così come diverse realtà della Premier.

Il ventiduenne di Mar del Plata, comunque, non gioca una partita intera da ottobre. Eppure c’è sempre: 34 gare su 34 in tutte le competizioni. Nella morìa del gol che ha caratterizzato la prima parte di stagione, Soulé ha trascinato i giallorossi con 7 gol e7 assist. Il suo record di marcature è 11, centrato al Frosinone nel 2023/24. In 2.300 minuti ha messo il piede sul 32% delle reti della squadra, quasi una su tre. E nonostante l’arrivo di quattro nuovi attaccanti a gennaio non ha comunque potuto rifiatare, visti gli infortuni di Dybala, El Shaarawy, Ferguson e Dovbyk.

La settimana che ha preceduto NapoliRoma è stata un tormento per lui, ma si è sacrificato e ha giocato il secondo tempo al Maradona. Va detto: non è stata una buona prestazione. Come non lo sono state tante altre contro le big. Eppure il fatto che abbia comunque risposto presente, senza tirarsi indietro, è un merito che un po’ tutti gli hanno riconosciuto. Con grande spirito riesce sempre a recuperare per giocare. Contro la Cremonese l’argentino dovrà stringere ancora i denti. Di sicuro, nessuno più di lui sta beneficiando del fatto che la Roma fino al 12 marzo continuerà ad avere un solo impegno a settimana.