La Repubblica (P. Torri) – Video proibiti, rubati e diffusi, con tanto di procuratori sportivi e civili all’opera. Licenziamenti chissà se legittimi. Ferie forzate. Veleni interni ed esterni. Un clima di paura che si taglia a fette appena qualcuno entra nella sede di viale Tolstoj o a Trigoria. Che sta succedendo nella Roma? Di certo c’è che al Ceo Lina Soulouku (con la famiglia in Trentino nello scorso fine settimana) che sta assumendo i totali poteri nel club, la situazione sembra stia sfuggendo di mano. La dirigente greca è circondata da un quadrilatero quasi tutto al femminile.

C’è la dottoressa Arianna Sorrentino, avvocato laureata con il massimo dei voti, numero uno del personale, che viene descritta un po’ troppo umorale, leggendario è diventato un suo sfogo nella maledetta notte di Budapest, con un tifoso romanista colpevole di essersi messo in una posizione che le impediva la migliore visuale, apostrofato al motto “lei non sa chi sono io” e il tifoso incredulo che rispondeva “ma questa che vo’?”.

C’è la dottoressa Anna Rapuano, capo della programmazione finanziaria che, peraltro, viene indicata in discesa nel gradimento. C’è l’emergente Priscilla Bortoloni, entrata come esuberante centralinista, oggi alla sezione Protocol. C’è l’avvocato Lorenzo Vitali, numero uno dell’ufficio legale. Il tutto, però, in assenza di un direttore generale, un direttore tecnico, un direttore sportivo, figure chiave. A parte la dottoressa Souloukou, chi mastica calcio? Non sarà il caso di rimettere al suo posto la priorità squadra per rispetto di milioni di tifosi che sono la cassaforte del club?